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Eroica Fenice

American Crime Story L'assassinio di Gianni Versace su Fox

American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace

È tornata il 19 gennaio su Fox crime l’acclamata American Crime Story, serie tv antologica che, dopo il successo riscosso con la prima stagione incentrata sul caso O. J. Simpson, torna a far parlare di sé con una nuova, attesissima, seconda stagione di nove episodi: questa volta sull’assassinio di Gianni Versace. La serie va in onda dal 2016 e ogni stagione racconta una storia a sé stante, in particolare si tratta delle più discusse vicende di cronaca che hanno sconvolto l’opinione pubblica statunitense. Sono, infatti, già in produzione altre due stagioni che racconteranno, invece, l’uragano Katrina e il cosiddetto Sexgate, lo scandalo Clinton.

 American Crime Story, Versace e il suo assassinio

La tensione psicologica e il gusto per il crime-drama sono tipici del lavoro di Ryan Murphy (produttore esecutivo della serie, come anche delle fortunate Nip/Tuck e American Horror Story) ed affiorano prepotenti sin dalla prima puntata. La storia viene raccontata a ritroso: l’ assassinio, infatti, viene consumato nei primi minuti della prima puntata della stagione, sul portone d’ingresso di casa Casuarina, la villa di Versace a Miami Beach. Era il 15 luglio del 1997 e, davvero lì davanti, a pochi passi dalle sue stanze, Gianni venne sparato da Andrew Cunanan, ricercato tossicodipendente, dedito alla prostituzione omosessuale e già accusato di altri omicidi prima di sparare il suo ultimo proiettile, proprio al celebre stilista italiano. L’ assassinio di Gianni Versace rappresentò, infatti, l’uscita di scena di Andrew Cunanan, che non venne mai processato: fu trovato morto, suicida, pochi giorni dopo. Presta il volto al serial killer, Darren Criss, il noto Blaine Anderson della fortunata serie tv Glee. Una grande prova per il giovane attore, che si dimostra perfettamente all’altezza, perfettamente calato nelle perversioni e nella psicopatia che fecero di un ragazzo infelice il protagonista del delitto che passò alla storia.

Nelle (meravigliose) vesti di Gianni Versace troviamo, invece, Édgar Ramírez, la cui somiglianza con il vero Gianni è davvero impressionante, mentre Ricky Martin impersona il compagno dell’imprenditore italiano, Antonio D’Amico, anche lui stilista: i due s’incontrarono nel 1982 e non si separarono mai (D’amico contribuì anche alla linea sportiva della Versace), restarono legati fino all’ultimo tragico giorno. È, invece, il volto drammatico di Penelope Cruz ad interpretare Donatella Versace. La sorella dello stilista, ora vice presidente del gruppo e capo progettista della linea di moda, ha dichiarato di prendere le distanze dalla serie televisiva sull’ assassinio di Gianni Versace (come ha fatto poi anche Antonio D’Amico), perché basata sulla biografia non autorizzata di Gianni, scritta da Vulgar Favors: dunque da lei è  considerata come un’opera di fiction, una libera reinterpretazione di un fatto di cronaca.

Protagonista di questa (già approvata dalla critica e dal pubblico) seconda stagione di American Crime Story è senz’altro il dramma folle vissuto dall’omicida: è Andrew Cunanan la figura di spicco della storia, è il suo punto di vista, la sua distorta percezione di sé e di quanto è intorno a lui a rappresentare l’elemento chiave di questa stagione. Il rumoroso percorso di accettazione e negazione della sua omosessualità e delle sue possibilità condurranno un insospettabile folle a uccidere chi ha tutto quello che lui non ha mai avuto. “Sono sprecato per questo mondo, eppure questo stesso mondo ha fatto di te una stella, signor Versace. Tu non sei migliore di me, siamo uguali: la sola differenza è che tu sei stato fortunato”, recita Darren Criss nel trailer. Eccellente sintesi di questa storia raccontata con la voce del personaggio che meglio incarna il melodramma e l’insania dietro la morte del genio di Gianni Versace.