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Eroica Fenice

American Pastoral: dal romanzo al film

American Pastoral: dal romanzo al film

American Pastoral, famosissimo bestseller di Philip Roth, dopo vent’anni d’attesa trova spazio nel cinema con il coraggioso esordiente Ewan McGregor, che oltre a dirigere il film dietro la macchina da presa ricopre anche il ruolo di co-protagonista. Un’opera cinematografica drammatica, basata sui fatti narrati nel romanzo e ambientati negli anni ’60, in un periodo storico in cui andava ad infrangersi definitivamente il sogno americano.

Il film focalizza l’attenzione sullo scontro generazionale tra un padre ligio al dovere, al rigore morale e alla famiglia, fermamente ancorato alle regole dettate dalle istituzioni americane, e una figlia pronta a rompere l’equilibrio familiare, covando in segreto forti rancori nei riguardi del padre e delle istituzioni, specchio di un paese troppo lontano dal nuovo pensiero che avanzava tra le giovani generazioni, pronte a dare vita a violenze e scontri sociali. Negli USA, durante gli anni ’60, si era venuta a creare una vera e propria frattura tra genitori e figli, troppo distanti tra loro. La rigidità dei genitori nei confronti dei figli aveva procreato grandi cambiamenti sociali, musicali e di pensiero. La guerra del Vietnam era alle porte come la rivoluzione dei figli dei fiori e le proteste studentesche, tra i giovani iniziava a serpeggiare l’irrequietezza, il malcontento e la voglia d’evasione dalle famiglie, elementi che avrebbero lasciato un segno indelebile e riscritto la storia degli USA. In questo contesto si innesta la storia di una ragazzina ribelle, con conseguente trauma da parte dei genitori: in cosa hanno sbagliato nella sua educazione? Cosa non hanno fatto per lei e per il suo bene? Interrogativi che emergono tra dubbi, incertezze e mea culpa, in una sorta di segreta vergogna per aver creduto in una figlia assassina.

Trama

Seymour Levov (E. McGregor), detto “Lo Svedese”, gode di una vita agiata, costellata di successi nella carriera, in famiglia e nell’attività sportiva, nella tranquilla cittadina di Old Rimrock, incarnando in tutto l’American Dream. Per lui sua moglie, Dawn Dwyer Levov (Jennifer Connelly), ex Miss New Jersey, e sua figlia, Merry Levov (Dakota Fanning), sembrano procedere nel migliore dei modi, quando una notizia inattesa e traumatica mette in crisi la sua esistenza: la giovane e amata figlia sedicenne compie un’azione terroristica, causando una vittima durante un attentato avvenuto in un ufficio postale.

Uno sguardo su American Pastoral

In passato numerosi registi si sono cimentati nelle trasposizioni cinematografiche delle opere letterarie di Roth, quasi sempre rivelandosi fallimentari; a differenza di questi, lo scozzese McGregor, con American Pastoral, ha raccolto il plauso dello stesso autore del romanzo vincitore del Premio Pulitzer nel 1998, ottenendo  un ampio interessamento da parte della critica mondiale.

McGregor, in fase di costruzione del film, si preoccupa principalmente di affidare la sceneggiatura dell’opera letteraria, di notevole complessità e di difficile restituzione cinematografica, a John Romano che si rivela efficace nell’impostare su più piani narrativi la storia, svestita ed esemplificata rispetto al romanzo originario, ma fedele al linguaggio di Roth. Il regista, inoltre, si rivela lucido e intuitivo nell’adattare una messa in scena solida e inquadrata in un periodo storico perfettamente ricostruito negli ambienti adattati ad una visione di tipo familiare, pur mantenendo come sfondo la società di un’intera nazione e i suoi aspetti politici. La scelta del casting può apparire poco indicata, soprattutto riguardo al ruolo del protagonista, interpretato in modo poco convincente dallo stesso regista. Tra i diversi ruoli sono messi in evidenza le interpretazioni di Fanning e soprattutto di Connelly, nel ruolo di un’ ambigua madre frustrata dalle drammatiche vicende, entrambi notevoli nell’interpretazione ed aderenti ai personaggi assegnati; altrettanto meritevoli tutti gli attori presenti nel cast. American Pastoral di McGregor, interamente girato a Pittsburgh, in Pennsylvania, si rivela un’opera cinematografica capace di conquistare l’attenzione degli spettatori e rappresenta una notevole opportunità per il grande cinema.

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