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Cinema & Serie tv

David di Donatello 2017: miglior film e regia a La pazza gioia di Virzì

Il 27 marzo si è tenuta la consueta cerimonia di premiazione dell’Accademia del Cinema italiano: i David di Donatello 2017. L’idea ha origine nel 1950, a Roma, con la fondazione dell’Open Gate Club. Terminata  la guerra, si cercava di alimentare e favorire l’arte e il turismo (soprattutto della capitale) come meglio si poteva. Nell’ambito dell’Open Gate Club sorgevano, pochi anni dopo, il Comitato per l’Arte e la Cultura e il Circolo Internazionale del Cinema. Quest’ultimo, appena rinominato nel 1955 Club Internazionale del Cinema, istituisce i Premi David di Donatello, destinati alla migliore produzione cinematografica italiana e straniera. I criteri di valutazione erano gli stessi pensati per i Premi Oscar di Hollywood, ma serviva un simbolo che richiamasse le sue radici italiane: si pensò allora alla prestigiosa statua del David scolpita a Firenze da Donatello. Come impreziosirla più di quanto non fosse già? Affidando la sua riproduzione -in oro, tra l’altro- direttamente a Bulgari. Inizialmente Roma e poi Taormina sono state le città che hanno accolto per prime l’evento, poi due volte Firenze e nuovamente Roma: insomma, la manifestazione ha voluto sempre celebrare le specificità italiane in tutta la loro peculiarità. Le categorie, da quelle più conosciute e tradizionali, sono mano a mano aumentate, dando spazio a nuovi orizzonti cinematografici e a nuovi premi: l’Europeo, il Visconti, il René Clair, il Cristaldi, il Vittorio De Sica. David di Donatello 2017: oltre la storia, le candidature e le vittorie italiane Le nomination e le premiazioni dei David di Donatello 2017, hanno lasciato quest’anno posto a nuove candidature e nuovi talenti. Il premio come miglior film della sessantunesima edizione se lo aggiudica La pazza gioia (trailer), con la migliore regia per Paolo Virzì, il premio come migliore attrice per Valeria Bruni Tedeschi, il miglior sceneggiatore per Tonino Zera e il miglior acconciatore per Daniela Tartari. Il premio come migliore regista esordiente va a Marco Danieli per il film La ragazza del mondo, conteso con Michele Vannucci  (Il più grande sogno), Marco Segato (La pelle dell’orso), Fabio Guaglione e Fabio Resinaro (Mine) e Lorenzo Corvino (WAX: We are the X). Il miglior attore non protagonista è Valerio Mastandrea con il film Fiore. Indivisibili di Edoardo De Angelis ha conquistato invece la giuria nelle categorie miglior sceneggiatura originale (Nicola Guaglianone, Barbara Petronio ed Edoardo De Angelis), miglior produttore (Attilio De Razza e Pierpaolo Verga), migliore attrice non protagonista ad Antonia Truppo, migliore musicista a Enzo Avitabile, così come Abbi pietà di noi (musica, testi di Enzo Avitabile interpretata da Enzo Avitabile, Angela e Marianna Fontana) come migliore canzone originale e infine miglior costumista a Massimo Cantini Parrini. Migliore sceneggiatura adattata (Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti e Salvatore De Mola) invece per il film La stoffa dei sogni, regia di Gianfranco Cabiddu e ispirato a L’Arte della commedia di eduardiana memoria. Manca, quindi, il premio miglior attore protagonista che quest’anno si è accaparrato il talentuosissimo Stefano Accorsi in Veloce come il vento, un film che ha meritato anche altri cinque riconoscimenti: miglior autore della fotografia (Michele D’Attanasio), migliore truccatore (Luca Mazzoccoli), migliore […]

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