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Eroica Fenice

Assassinio sull'Orient Express

Assassinio sull’Orient Express, Poirot torna al cinema

Dal 30 novembre torna al cinema in Assassinio sull’Orient Express il celebre investigatore Hercule Poirot, nato dalla penna di Agatha Christie, la più grande giallista del ventesimo secolo, riletto da Kenneth Branagh, che nella pellicola interpreta magistralmente l’investigatore belga dai lunghi baffi e dall’intuito infallibile.

L’Orient Express è un treno da cui i lettori -adesso anche spettatori- non scendono mai: a 41 anni dalla morte della scrittrice, Assassinio sull’Orient Express è ancora il suo titolo più venduto e senza dubbio uno dei più riusciti, la cui nuova trasposizione cinematografica registra già un ottimo esordio al botteghino.

Assassinio sull’Orient Express: la morte viaggia in prima classe

“Ha un suo fascino un groviglio di estranei, costretti insieme per giorni, con nulla in comune a parte il bisogno di recarsi da un luogo ad un altro, che non si rivedranno mai più.” – dal trailer


Istanbul, 1934. L’Orient Express è stato un treno che collegava Parigi a Istanbul: luogo d’incontri, di viaggi, di storie che s’incontrano e si passano accanto, senza mai toccarsi. O quasi mai. Sarà questo treno a fare da sfondo alle intricate vicende di dodici sconosciuti che non dimenticheranno facilmente questo viaggio.
Hercule Poirot, di ritorno nella sua Londra da un viaggio in Israele, affitta per sé una cabina sul lussuoso treno, dotato di ogni comfort e pronto a soddisfare ogni necessità dei suoi passeggeri, tra legni pregiati, comodi sofà, cocktail e banchetti per palati fini. Suoi compagni di viaggio saranno un’eterogenea compagnia: una vedova a caccia di marito, un fisico austriaco, un medico ispanico, un antiquario truffaldino e il suo segretario, un maggiordomo, un’anziana principessa e la sua governante, una missionaria, una coppia di conti.
La moltitudine e varietà dei personaggi offre occasione per presentare un cast d’eccellenza, che comprende Johnny Depp, Penelope Cruz e Michelle Pfeiffer.
Il piacevole viaggio si trasforma in un incubo quando una tempesta di neve causa una sosta forzata nei Balcani: sarà questo il set ideale, ristretto e circoscritto, per le indagini di Hercule Poirot, che si riveleranno necessarie quando, nel cuore della notte, verrà assassinato con efferati colpi di pugnale uno dei passeggeri. Sospettati, tutti gli altri: nessun altro sarebbe potuto entrare o uscire dal treno, bloccato dalla tempesta su un binario a strapiombo sui Balcani.

Il Poirot di Kenneth Branagh riprende fedelmente il Poirot di Agatha Christie: riprende le manie ossessivo-compulsive del singolare investigatore, infastidito da una cravatta allentata o da un granello di polvere e altrettanto metodico e scrupoloso nel lavoro, ma porta in scena soprattutto quell’interesse così spiccato per la natura umana in tutte le sue sfaccettature, affinché chi vive e conosce ogni giorno il crimine non perda la facoltà di riconoscerlo e di riconoscere il bene, nonché una spiccata curiosità e uno straordinario istinto, che lo portano sempre a capo dei misteri apparentemente più irrisolvibili. Il segreto del suo successo? Ordine, metodo e celluline grige.
La facoltà dell’anziano investigatore di riconoscere il bene e il male verrà messa a dura prova, in Assassinio sull’Orient Express, quando, una volta rivelate le profondità dell’abisso dell’animo umano e dei segreti che questo nasconde, il confine stesso tra ciò che è giusto e ciò che non lo è diventerà labile e sottile. La risoluzione del caso aprirà questa volta nuovi scenari, nuove domande sul concetto di verità e di giustizia.

Quello di Agatha Christie è un giallo ormai classico, che non perde la capacità di sorprendere e catturare l’attenzione dello spettatore con questa nuova, ultima rivisitazione e che, a quanto pare, potrebbe tornare prossimamente sul grande schermo con le avventure di Poirot sul Nilo.
Il vero delitto sarebbe non guardarlo.