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Eroica Fenice

benedetta follia

Benedetta Follia, Carlo Verdone torna al cinema

Con Benedetta Follia, in tutte le sale italiane dall’undici gennaio, torna al cinema Carlo Verdone, nel suo ventiseiesimo film da regista, attore e sceneggiatore, ormai icona del cinema italiano, che, anche in questo ultimo film, non manca di mettere in scena la follia presente nella vita quotidiana dell’italiano medio, follia indagata spesso e quasi elemento caratteristico dei film di Verdone, che ritroviamo qui finanche nel titolo.
Accompagnato in questa impresa dalla giovane Ilenia Pastorelli, alla sua seconda prova di attrice dopo il successo di Lo chiamavano Jeeg Robot, Carlo Verdone è ormai in vetta alle classifiche fin dal debutto nelle sale.

Nel mezzo del cammin di nostra vita… mi ritrovai in una benedetta follia

Guglielmo Pantalei (Carlo Verdone) è un uomo di mezza età che, nel difficile momento del divorzio da sua moglie, cerca debolmente di riorganizzare la sua vita e si trova a fare i conti con la sua miserabile esistenza: un negozio di articoli religiosi e sacri ben avviato, ereditato da suo padre senza troppo entusiasmo, una ruggente motocicletta ferma in garage, antico cimelio di una giovinezza e di una spensieratezza che sembrano lontanissime, un matrimonio sfasciato dopo venticinque anni di vita comune. Un’esistenza neppure così tragica, ma grigia ed orribilmente piatta, priva di slanci e di stimoli, una vita di giorni che passano sempre uguali, senza lasciar nulla, che lentamente lo sta conducendo alla depressione.
A strapparlo via dal torpore è la giovane e frizzante Luna (Ilenia Pastorelli), borgatara romana assunta come commessa nel negozio di Guglielmo e che, con i suoi abiti provocanti e privi della modestia che si addice al suo ruolo, si muove tra paramenti sacri e reliquie come un elefante in cristalleria. Una benedetta follia, che proverà, con l’entusiasmo e l’irriverenza della sua giovane età, a restituire un po’ di gioventù e di colore alla vita di un uomo che si accingeva a trascorrere una senilità all’insegna della rinuncia e del grigiore.
Lo convince così ad installare un’app di incontri, grazie alla quale la donna gli organizzerà alcuni, folli appuntamenti al buio, che si risolveranno in scene di esilarante comicità, che indagano con ironico disincanto il fenomeno Tinder.
Quello tra Guglielmo e Luna è l’incontro di due generazioni diverse e due modi differenti di concepire la vita, un uomo e una donna lontani per età, estrazione sociale e interessi, ma che troveranno l’uno nell’altra la via.
Luna, una giovane sbandata, alle prese con un passato difficile che cerca di nascondere, ma che ancora la tormenta. Guglielmo è il classico protagonista verdoniano. Se nel passato è stato un giovane vivace, dinamico e spregiudicato, nel quale lo spettatore può facilmente riconoscere Ivano Vecchiarutti, il burino che Verdone era solito interpretare assieme a Claudia Gerini in Viaggi di nozze e altri film, oggi Guglielmo è un uomo profondamente insicuro, nostalgico e smarrito di fronte ai cambiamenti, che non riesce a trovare da solo la forza, dentro di sé, per dare una svolta alla sua vita e provare ad uscire dalla sua confort zone, sebbene sia esattamente questo ciò di cui ha bisogno. Una ventata di sana, benedetta follia.