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Eroica Fenice

“Dallas Buyers Club”: quando lottare vuol dire vivere!

A 20 anni da “Philadelphia“, Jean Marc Vallée e Matthew McConaughey fanno rivivere sullo schermo l’incubo del virus dell’ Hiv in America attraverso la storia vera di Ron Woodroof. Woodroof (McConaughey) è un elettricista di Dallas appassionato di rodeo, cocaina e rapporti promiscui.  Dopo un piccolo incidente sul lavoro viene ricoverato in ospedale e lì la dottoressa Saks (Jennifer Garner) gli diagnostica l’Aids. 30 è il numero dei giorni di vita che gli vengono dati: 30 giorni nei quali passa dallo scetticismo, all’accettazione, al coraggio, alla voglia di lottare.

“Dallas Buyers Club” introduce temi sociali importanti come l’omofobia ed il trans gender, visti attraverso una lente d’ingrandimento progressiva. Progressivo è anche il percorso di crescita di Ron che passa dalla pura omofobia all’amicizia con Rayon (Jared Leto), un travestito tossicodipendente e sieropositivo. Solo e discriminato dagli amici e sul lavoro, diventa ogni giorno sempre più debole e non riesce a disintossicarsi da alcool e droga. Dopo aver inizialmente tentato di rientrare nella sperimentazione AZT (un potentissimo antivirale approvato dalla “Food and Drug Administration” nonostante le pesanti controindicazioni), si mette in viaggio verso il Messico con la speranza di poter trovare un’altra soluzione per sopravvivere. Tre mesi dopo essersi sottoposto ad una cura a base di Peptide T, grazie all’aiuto del dottor Vass, le sue condizioni migliorano ed insieme decidono di importare illegalmente la proteina negli Stati Uniti. Woodroof diventa pian piano il punto di riferimento per molti malati di Aids di Dallas e fonda insieme a Rayon il “Dallas Buyers Club” per permettere a chiunque volesse di curarsi grazie ai suoi farmaci. Ostacolato dalle norme sempre più restrittive della FDA, ma sostenuto dalla Dottoressa Saks, riesce a sopravvivere per anni  ed a regalare speranza a molte persone. È un film nudo e crudo, “Dallas Buyers Club”, che non conosce mezze misure.

A cominciare dalla splendida interpretazione di un Matthew McConaughey con 25 chili in meno e tanto talento in più, fino allo straordinario Jared Leto (favoritissimo nella categoria “Miglior attore non protagonista” ai prossimi Academy Awards).

Sono loro due, la vera anima del film: due facce di una stessa medaglia, due vite complementari. Il regista regala loro lo scettro e regge i fili di una continua alternanza di ironia e drammaticità, di esplosioni e delicatezza. È molto più che un film sulla malattia, è un film sulla presa di coscienza di una discriminazione, un film sulla voglia di lottare, un film che parla di sopravvivenza!

Hai letto: Dallas Buyers Club (recensione)

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