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Eroica Fenice

Le origini di Doctor Strange di Steve Ditko

“È dottore, non signore!”: da Steve Ditko alle origini di Doctor Strange

Nelle sale dal 4 novembre, Doctor Strange è l’ultimo film dei Marvel Studios, diretto dal regista Scott Derrickson, famoso per gli horror L’esorcismo di Emily Rose e Liberaci dal male.
Con la sua nuova opera, Derrickson è ora volto ad un cambiamento, avvicinandosi al mondo dell’avventura e della fantascienza della Marvel, portando alla ribalta il personaggio creato dal disegnatore Steve Ditko.

Stephen Strange è un noto chirurgo, specializzato nel settore della ricerca per la risoluzione di danni neurologici estremi. Dopo anni di studio, conseguimento di master e duro lavoro, il nome di Strange è il più conosciuto nel suo campo. A incrinare il mondo creato con tanta fatica un pericoloso incidente stradale, sotto una fitta pioggia, che porta il dottore alla compromissione dell’uso di entrambe le mani, così necessarie per il suo lavoro (e sulle quali tanto si focalizza l’occhio del regista nei fotogrammi iniziali). A poco serve l’appoggio della sua ex fidanzata Christine Palmer che, dopo un litigio causato dall’arroganza del dottore e dai quasi nulli progressi degli arti, lascerà per un po’ la scena.
Dopo estenuanti operazioni e inutili terapie, Stephen sembra aver trovato la soluzione nel paziente Jonathan Pangborn, il quale, per quanto un tempo paraplegico, è ora guarito e in grado di camminare.
La sua cura? Kalmar-Taj, Nepal. Senza quasi esitazione, il dottore vi si reca spendendo i suoi ultimi averi, incontrando tra le strade malfamate della città Karl Mordo, che lo conduce in un edificio apparentemente fatiscente, ma in realtà scrigno di superiori saperi. È infatti qui che il dottor Strange incontra l’Antico, un maestro criptico, ma che non esita a mostrare a Stephen quale piccolissima particella egli sia rispetto alle molteplicità del reale, introducendolo così nel mondo della magia. Dopo un po’ di esitazione, l’Antico accontenta la richiesta di Stephen di conoscere e apprendere questa misteriosa arte legata a un forte misticismo e alla capacità di incanalare energia. Non ci vorrà molto prima che Stephen capisca che quella realtà in cui sta entrando è parte di una rete costruita dai maestri per la protezione della terra dalle forze del male, continuamente in agguato soprattutto dopo che un allievo dell’Antico, Kaecilius, si è donato a tali forze, rinunciando agli insegnamenti del maestro.
Il ruolo del dottore diventerà ben presto necessario per la salvezza della Terra.

Doctor Strange: la nascita di un eroe

Interpretato dall’amato Benedict Cumberbach, Strange è un uomo comune, sempre impegnato nel flusso della sua vita a perseguire il successo, divenendo dottore per missione, una missione improntata più alla salvezza di se stesso che degli altri. Perché in realtà, come si evince dalle parole dell’Antico, Stephen ha tanto ancora da imparare, a partire dall’insegnamento di vita che lo aprirà davvero al mondo esterno, uscendo dall’egocentrismo nel quale fino a quel momento si è ritirato. Tipica storia della nascita dell’eroe, pilot di una saga che si prospetta ancora lunga e ricca di pericoli, non vieta che l’eroe embrionale viva già in questo primo film le prime peripezie.

La prigionia del tempo

L’antagonista della storia è un discepolo disertore dell’Antico, Kaecilius, interpretato dal danese Mads Mikkelsen, il quale si dona alle forze del male per una causa maggiore: l’immortalità. Il tempo è vissuto all’interno della storia come una frustrante ombra che inghiottisce, ma gli insegnamenti magici dell’Antico non sembrano essere proiettati in questa direzione. La conoscenza delle varie dimensioni, infatti, ha l’obiettivo di far comprendere il valore della vita, e parte della vita è proprio la morte. Missione altra del gruppo: preservare l’esistenza e non andare contro i principi naturali, detraendo proprio da questi la magia da incanalare per la salvezza della Terra. Tutto molto mistico, ma anche questa realtà sembra contaminata da segreti che lo stesso Antico non osa svelare ai suoi discepoli, dando in questo modo una sfumatura più umana al Maestro. Interpretato da Tilda Swinton, il personaggio dell’Antico è stato a lungo soggetto della critica in quanto, nei fumetti della Marvel, è incarnato in un personaggio maschile tibetano. Il produttore Kevin Feige ha giustificato la scelta della Swinton con l’idea che l’Antico sia stato pensato come un titolo che qualsiasi personaggio avrebbe potuto incarnare, dando libertà nei casting.

Il genio Stan Lee, il disegno di Steve Ditko e Le porte della percezione

Interessante spunto per alcune scelte stilistiche e contenutistiche del film sembra offrirla la comparsa di Stan Lee. Seduto in un autobus, il veterano della Marvel è intento nella lettura dell’opera di Aldous Huxley “Le porte della percezione”. In questa, l’autore parla degli effetti delle sostanze psichedeliche sull’organismo umano, afferma che il cervello ha una particolare funzione di filtro per quelle funzioni non ritenute necessarie per l’individuo. La sostanza psichedelica tende ad inibire questa funzione celebrale determinando una sorta di esperienza mistica, dai colori sgargianti (tipici degli scenari del film), e dalla capacità dell’individuo di avere maggiore consapevolezza e percezione del reale. Per analogia, si potrebbe dire che questo sia l’effetto che gli insegnamenti dell’Antico hanno su Strange: aprirsi al mondo, lasciare da parte il proprio ego e ottenere così la reale conoscenza.

Un film da una struttura nel complesso standard, ma l’inizio di una nuova avventura Marvel.

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