Seguici e condividi:

Eroica Fenice

dunkirk

Dunkirk: film dal potente impatto visivo

Dunkirk, autentico kolossal dalla potente struttura narrativa, ambientato nel corso della Seconda Guerra Mondiale, racconta, con grande intensità, un dramma visivo in tre cronostorie unite da un unico evento memorabile con tre punti di vista diversi: la guerra osservata dalla terra, dal cielo e dal mare, situazioni determinanti per l’evacuazione di 338.226 mila militari britannici, belgi e francesi da Dunkerque, interamente accerchiati dalle forze armate tedesche. Per loro l’unica possibilità di salvezza è la fuga in mare, osservano con preoccupazione la Manica che li divide dal Regno Unito, e molti di loro sono consapevoli che non torneranno mai più a casa.
L’evacuazione militare conosciuta storicamente come Operazione Dynamo si svolse realmente nell’arco di 8 giorni tra maggio e giugno del 1940, in un periodo in cui la Germania del Terzo Reich accese la miccia del grande conflitto mondiale squassando l’intera Europa negli anni più bui della storia dell’umanità.

Dunkirk: al culmine della crisi, sul orlo dell’annientamento, sopravvivere è già una vittoria

Dunkirk non è una storia di guerra come tante viste al cinema, né la narrazione di una vittoria annunciata e neanche la consacrazione di un eroe vittorioso in battaglia. Dunkirk è il dramma vissuto da uomini diversi accomunati da un unico drammatico destino, generato su una spiaggia, in mare e nelle immensità dei cieli.
Non c’è divisa che possa marcare differenze tra loro e, ovunque siano, ciò che maggiormente conta per molti di loro è salvare quante più vite umane è possibile, una promessa per la futura liberazione dell’intera Europa stretta nella morsa del nazismo, una disfatta dal sapore di vittoria.

“Siamo di fronte a un gigantesco disastro militare, andremo fino in fondo, non ci arrenderemo mai!” – dal film.

Il regista, sceneggiatore e produttore del film, Christopher Nolan, racconta in modo celebrativo e spettacolare le vicende suddivise in tre episodi e con tre linee del tempo diverse avvalendosi di un forte impatto scenografico, sonoro e fotografico: una settimana per “Il molo”, dove Tommy (Fionn Whitehead), un militare britannico, si ritrova su una spiaggia sotto il fuoco aereo delle truppe tedesche in compagnia di un ragazzo, Gibson (Aneurin Barnard) con cui affronterà svariate vicissitudini. Un giorno per “Il mare”, dove a tutti i proprietari civili delle barche in navigazione tra cui Mr Dawson (Mark Rylance) e suo figlio, viene chiesto dalla Royal Navy di dirigersi a Dunkirk per sostenere ed aiutare i militari ad evacuare dalle coste minacciate dai militari tedeschi. Un’ora per “L’aria”, dove tre speatfire pilotati da Farier (Tom Hardy) e Collins (Jack Lowden) e il loro caposquadra volano braccati da altri aerei nemici verso la Francia con poco carburante nei motori, per supportare le loro truppe attestate sulla spiaggia di Dunkirk.

Una frammentazione del tempo in episodi che si susseguono senza una cronologia precisa nel corso di un evento drammatico e storico. Un dramma che non si avvale, come nei precedenti film diretti da Nolan, di mondi paralleli, come in “Inception” o “Interstellar”. I protagonisti non sono eroi, come spesso siamo stati abituati a vedere nei film di guerra, ma persone con le loro fragilità e paure.
La fuga, per loro, e non lo scontro, rappresenta una speranza di salvezza, non una certezza.

Nolan si concentra sui personaggi creati dall’immaginazione visiva elargendo agli spettatori in maniera efficace l’aspetto emotivo degli eventi:

“Sta tutto nell’idea che la finzione possa comunicare agli spettatori qualcosa di più autentico rispetto al documentario. Usando la finzione, ho potuto mostrare vari aspetti di ciò che accade a Dunkerque in modo più efficiente e con più chiarezza emotiva di quanto avrei potuto fare se mi fossi attenuto ai semplici fatti” – Nolan.

Dopo circa 25 anni di progettazione Nolan dà inizio alle riprese, avvenute in diverse location nel maggio del 2016. Il regista, nonostante abbia una sceneggiatura ben precisa, procede a memoria sul set concentrandosi sui movimenti e le azioni programmate, girando su una pellicola IMAX da 65 mm, montata a spalla, senza avvalersi della computer grafica, un ritorno al cinema del passato garante dell’autenticità delle scene girate sui luoghi con un budget considerevole, contravvenendo ad un’impostazione in stile Hollywoodiano.


Nolan evita sistematicamente di inquadrare il nemico e di inserire scene inerenti agli alti comandi e alla figura di Churchill, per non incappare in aspetti politici del periodo storico.
I film da cui ha tratto ispirazione sono numerosi, circa 11, tra i titoli più interessanti troviamo: “La battaglia di Algeri”, “Momenti di gloria”, “Aurora” e “Alien”. La colonna sonora diretta da Hans Zimmer (con cui Nolan già lavorato), trasmette una sensazione di intensità crescente con un continuo ticchettio (il cuore) alimentando il pathos, mentre il materiale utilizzato è svariato, tra cui numerose navi militari d’epoca e alcuni speatfire (aerei utilizzati dalla RAF).

Dunkirk, opera cinematografica destinata a passare alla storia (75 milioni di $ incassati negli USA in una settimana) trova un facile e diretto confronto con “Salvate il soldato Ryan”, l’aspetto più evidente è l’intimo senso di smarrimento e perdita di appartenenza dei protagonisti con l’unica volontà di sopravvivere e non il coinvolgimento della guerra, raccontato in modo diverso e cruento da Spielberg. Tra gli altri attori prendono parte al film di Nolan: Gynn-Carney, Styles, D’Arcy, Keoghan, Branagh, Murphy.

Quando 400.000 uomini non poterono tornare in patria, la patria andò a riprenderli”.

Buona visione.

Print Friendly, PDF & Email