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The Eichmann Show: il processo che cambiò il mondo

The Eichmann Show: “Un documento cinematografico commovente e straordinario rivolto alle nuove generazioni e dedicato agli innumerevoli testimoni del processo ad Eichmann, nel ricordo dei crimini nazisti da lui perpetrati…per non dimenticare”.

The Eichmann Show diretto da Paul Andrew Williams (“London To Brighton”, 2006), sceneggiato da Simon Block e prodotto da Laurence Bowen (vincitore di un BAFTA), ci immerge in un’atmosfera anni sessanta quando per la prima volta in mondovisione, sulle emittenti tv di 37 paesi del mondo, fu trasmesso in diretta per circa 4 mesi, il processo ad un uomo freddo e senza emozioni, lo spietato criminale nazista Eichmann, accusato di genocidio.

Il film celebra i 70 anni dalla fine dell’Olocausto e la liberazione dei detenuti da Auschwitz; il 27 gennaio, “Il giorno della memoria”, rappresenta una giornata commemorativa importante per il mondo intero, affinché non si dimentichino le efferate crudeltà compiute. Altre opere prime cinematografiche saranno distribuite nelle sale in questi giorni come: “Il figlio Saul” di Làszlo Nemes e “Il labirinto del silenzio” di Giulio Ricciarelli nel ricordo di un’opera intramontabile, “Il diario di Anna Frank”, un film e una testimonianza drammatica che ha segnato una generazione.

The Eichmann Show: la storia di un processo epocale

La storia ricostruisce e documenta in modo coinvolgente gli eventi che portarono Adolf Eichmann al processo come artefice della soluzione finale sullo sterminio del popolo ebraico. Tutto ha inizio dopo la cattura del criminale nazista avvenuta in Argentina da parte del Mossad ed estradato in Israele a Gerusalemme dove, nel 1961, ebbe luogo il processo. Milton Fruchtman (Martin Freeman), un geniale produttore televisivo, segue i fatti di portata storica e ingaggia il regista Leo Hurwitz (un socialista finito nella lista nera di McCarthy, interpretato da Anthony LaPaglia) per le riprese del processo mediatico al criminale nazista, dapprima osteggiate dalle autorità giuridiche e poi approvate, rivoluzionando l’utilizzo televisivo attraverso la diretta e gareggiando con altre trasmissioni molto seguite dal pubblico. L’evento fu di portata straordinaria determinante per Hurwitz nel tentativo di essere riabilitato professionalmente negli States in un periodo in cui la guerra fredda con l’URSS rimarcava notevolmente le differenze di pensiero politico e il maccartismo isolava i più intransigenti.

Per la prima volta il pubblico televisivo e radiofonico del mondo intero era chiamato a partecipare ad un processo epocale e, dopo circa 16 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, si poteva parlare apertamente della Shoah, dell’Olocausto e delle sue drammatiche conseguenze: infatti non tutti erano a conoscenza delle brutalità naziste perpetrate nei confronti del popolo ebraico e verso chi aveva idee politiche diverse, un evento che scosse le coscienze dell’intera umanità, procurando anche malori e svenimento tra gli spettatori. A testimoniare al processo furono chiamate le 111 vittime che diedero un contributo forte e convincente per la sentenza finale, contrapponendosi ad un criminale pienamente convinto della determinazione delle sue atroci azioni e pronto a ripercorrere le stesse scelte in eguale misura. “Eichmann dimostrò al mondo intero di non possedere alcun sentimento umano….lui era solo un mostro”.

Un cast eccellente e una narrativa serrata “per non dimenticare” del film The Eichmann Show

The Eichmann Show possiede una narrativa con un ritmo intenso e serrato nel ripercorrere questi eventi storici. Il regista P. A. Williams dimostra efficacia e notevole competenza mettendo a nudo la vera essenza del male ed evidenziando il potere televisivo e delle comunicazioni di massa come non era mai stato fatto prima, M. Fruchtman era un autentico precursore dei tempi dando la possibilità a Hurwitz di utilizzare le telecamere collocate in apposite nicchie nascoste fuori dall’aula ma puntate verso il suo interno. Inoltre il regista seleziona e alterna abilmente numerosi spezzoni originali d’archivio, riguardanti il processo ambientato a Gerusalemme ma girato nella fredda Lituania, a Vilnius per gli interni, e a Malta per gli esterni, con temperature più accettabili.

Il film, con un budget ristretto, si svolge in un teatro che ben si presta ad emulare l’aula di un tribunale ed è supportato da un nutrito ed eccellente cast d’attori, in particolar modo i due protagonisti Martin Freeman (nel ruolo di Milton Fruchtman) e Anthony LaPaglia (in quello di Leo Hurwitz), inoltre da evidenziare nel cast i ruoli interpretati da Rebecca Front (Signora landau), Andy Nyman (David Landor) e Vaidotas Martinaitis (Adolf Eichmann). Lo stesso regista dichiara nel corso di un’intervista: “Quando ho incontrato Martin è stato subito chiaro che avrebbe dato un contributo straordinario, e l’interesse di Anthony per il tema del film e il suo stile di recitazione sono esattamente quello che cercavo. È stato un bel sogno lavorare con loro, dei veri professionisti, e in futuro spero di poter lavorare nuovamente con entrambi”.

The Eichmann Show, tra i tanti film girati sul tema dedicati all’Olocausto, rappresenta una grande occasione per far comprendere alle nuove generazioni il dramma della guerra e la follia generata da essa, risvegliando un interesse comune verso la pace e l’integrazione di intere popolazioni, tutto questo in un periodo storico in cui in Medio Oriente l’odio tra i popoli è alimentato da progetti folli e violenti sostenuti da oscuri e raccapriccianti personaggi che nascondono i loro scopi lucrosi e di potere dietro una fede male interpretata spingendo all’odio tra le religioni. Si spera che un giorno si possa ritrovare una giusta e corretta coscienza umana.

The Eichmann Show distribuito dalla “Lucky Red”, che dal 20 Gennaio sarà trasmesso dalla BBC (nel Regno Unito), eccezionalmente ci aspetta al cinema dal 25 al 27 Gennaio…per non dimenticare.

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