Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Elle, thriller drammatico di Paul Verhoeven

Elle è l’ultimo lavoro realizzato dal noto regista olandese Paul Verhoeven in programmazione nelle nostre sale dal 23 marzo. Il soggetto del film è stato tratto dal romanzo “Oh…!” dello scrittore francese Philippe Dijan, pubblicato nel 2012 dalla casa editrice Gallimard.

Michèle Leblanc (Isabelle Huppert) è una donna divorziata e in carriera che dirige una compagnia di videogiochi insieme alla sua amica Anna (Anne Consigny). Rigida e determinata, nel lavoro come nella vita privata, Michèle si porta dietro una drammatica vicenda familiare che l’ha segnata sin dall’infanzia con il risultato che, negli ultimi anni, ha imparato a tenere sotto controllo le proprie emozioni in una maniera alquanto distaccata e bizzarra. Questo “equilibrio” – se così lo si può definire – vacilla quando viene aggredita nella propria casa da un individuo mascherato che le usa violenza. È proprio con la breve ma forte scena del suo stupro che si apre il film. Da qui, si susseguono una serie di situazioni accompagnate da comportamenti e reazioni singolari da parte della donna – prima su tutte l’incomprensibile decisione di non denunciare l’aggressione alla polizia – che testimoniano l’indubbia originalità con la quale Verhoeven ha impostato e diretto la pellicola. 

Al centro di quest’ultima vi è proprio Elle, la sua psicologia e gli altri personaggi che le ruotano intorno: dall’ex marito Richard (Charles Berling), all’amante Robert (Christian Berkel); dal figlio Vincent (Jonas Bloquet), alla coppia di vicini di casa Rebecca (Virginie Efira) e Patrick (Laurent Lafitte). All’aggressione seguirà una ricerca personale e in solitaria di Michèle dell’uomo che l’ha violentata e sarà il modo con cui la donna gestirà il tutto a essere la più grande sorpresa e rivelazione del film.

Paul Verhoeven e la sua Elle anticonformista

L’innovazione apportata da Verhoeven con il suo film sta nella scelta di trattare un argomento difficile e delicato come quello dello stupro, in una maniera del tutto anticonvenzionale. Piuttosto che concentrarsi sul deprecabile dell’atto in se stesso, ha preferito focalizzarsi sulla rielaborazione interiore della protagonista che sceglie di andare oltre quasi come se nulla fosse accaduto gestendo la situazione a modo suo, per come si sente di superarla e non per come ci si aspetterebbe che lo facesse. Tutto ciò contribuisce ad avere un quadro più chiaro e completo della psicologia di Michèle: un modo di pensare e di agire totalmente al di fuori degli schemi usuali. Nel suo modo di comportarsi si riesce a cogliere una sottile e perversa ironia che può essere tradotta in una forte e determinante volontà a non considerare debilitante la violenza della quale è stata vittima.

Per la buona riuscita della pellicola ha contribuito molto l’ottima interpretazione di Isabelle Huppert che ha letteralmente dominato la scena filmica facendo suo il ruolo affidatole dal regista. L’attrice è risultata di forte impatto sia dal punto di vista dell’espressività che da quello puramente recitativo.

Elle, in definitiva, è un film controverso e conturbante ma nell’accezione positiva dei due termini; è un film reazionario, non passivo e in questo sta la sua maggiore peculiarità che lo fa risultare, agli occhi dello spettatore disincantato, fortemente accattivante.

Print Friendly, PDF & Email