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festival del cinema di Roma

Festa del cinema di Roma 2017: tiriamo le somme

La stagione autunnale è periodo dei festival cinematografici più acclarati di Italia, tra questi occupa un ruolo di grande prestigio la Festa del Cinema di Roma, giunta quest’anno alla sua 12esima edizione. Si è appena conclusa l’importante manifestazione cinematografica della capitale, che ha visto sfilare sul red carpet attori di fama internazionale e grandi protagonisti del cinema italiano, con proiezioni gioiello, futuri diamanti della prossima stagione cinematografica.

Anche quest’anno la Festa del Cinema di Roma ha avuto come splendida cornice l’Auditorium Parco della Musica, teatro di una variopinta selezione di film. Ad aprire la manifestazione, Hostiles di Scott Cooper, ambientato nel 1892, che racconta di un viaggio di ritorno verso le terre native. Si è conclusa, ieri, 5 novembre, con un film atteso dal grande pubblico: The Place di Paolo Genovese, storia surreale, molto lontana dal suo ultimo titolo Perfetti Sconosciuti. Colpisce anche la sezione autonoma e parallela alla Festa del Cinema, Alice nella Città, che affronta tematiche vicine alle ultime generazioni ed è trampolino di lancio per molti registi alla loro opera prima. Alice nella Città avvicina il mondo dei giovani al panorama cinematografico e lo fa non soltanto attraverso proiezioni di lungometraggi, ma anche attraverso masterclass con attori internazionali, quest’anno Orlando Bloom accompagnato da Maya Sansa.

I titoli che non passano inosservati:
Numerosi film internazionali saranno a breve sui nostri schermi, ma quest’anno i prodotti cinematografici nostrani sono il fiore all’occhiello della prossima stagione del cinema.

Fra questi il film Una questione privata: il titolo da subito ci riporta ad un nome caro alla letteratura italiana, Beppe Fenoglio; infatti l’associazione immediata è proprio quella vincente, poiché a divenire pellicola cinematografica è il partigiano Johnny, protagonista dei testi di Fenoglio. A vestirne i panni è Luca Marinelli, diretto dai Taviani, che disegnano la difficile figura di Johnny, nella sua dicotomica esistenza.

Il già citato The Place è sicuramente un titolo da tenere a mente. Il film è un adattamento della serie tv The Booth at the End e vanta un cast spettacolare, con attori che hanno già lavorato con Genovese come Marco Giallini, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Alba Rohrwacher, Valerio Mastandrea e tanti eccellenti attori italiani che si sono confrontati per la prima volta con il regista: Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Silvio Muccino. La storia è concentrata in un unico ambiente, un ristorante, al cui tavolo siede un uomo misterioso, pronto ad esaudire i desideri degli otto protagonisti, in cambio di compiti rischiosi da svolgere. Una rappresentazione del male e dell’egoismo sociale, che da anni divora l’umanità, una vicenda individuale e corale. Splendida la colonna sonora firmata da Marianne Mirage e gli Stag, dal titolo omonimo al film.

Premi e Riconoscimenti

Quello di Roma non può essere definito un “festival” ma una “festa”: non assegna quindi dei veri e propri premi, come per esempio succede a Cannes o Venezia, ma ci sono comunque dei riconoscimenti che vale la pena nominare. Il regista David Lynch è stato premiato con un riconoscimento alla carriera, consegnatogli da Paolo Sorrentino; il film Borg McEnroe di Janus Metz Pedersen, che racconta della finale di Wimbledon del 1980 tra i due tennisti, ha vinto il premio assegnato al film più votato dal pubblico; e The Best of All Worlds dell’austriaco Adrian Goiginger quello di Alice nella Città.

La manifestazione ha registrato un incremento degli incassi del 13% e un aumento del pubblico del 31% in due anni. Sicuramente dati positivi che lasciano presagire un futuro ancora più importante per l’evento.