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Eroica Fenice

Final Portrait – L’arte di essere amici, un film di Stanley Tucci su Alberto Giacometti

Final Portrait – L’arte di essere amici, il film sullo scultore Alberto Giacometti

Presentato fuori concorso al Festival di Berlino 2017, Final Portrait – L’arte di essere amici è l’ultimo film diretto e sceneggiato dal regista statunitense Stanley Tucci in programmazione nelle nostre sale cinematografiche dall’8 febbraio.

Ambientata nella Parigi degli anni ’60, la pellicola è incentrata sugli ultimi due anni di vita dell’incisore, pittore e scultore svizzero Alberto Giacometti (Geoffrey Rush) il quale, in questo periodo, è impegnato nella realizzazione del suo ultimo ritratto che ha per soggetto l’amico e scrittore americano James Lord (Armie Hammer). La trama segue con cadenza giornaliera il lavoro di Giacometti inoltrandosi intimamente nella sua sregolata vita privata piuttosto che focalizzarsi su quella pubblica. La risultante finale è una maggiore conoscenza di una delle figure tra le più controverse del panorama artistico di quell’epoca di indiscusse fama e particolarità; una figura eclettica e forte che incuriosisce e affascina proprio grazie a queste sue qualità.

Final Portrait – L’arte di essere amici, un lavoro compiuto incentrato sull’incompiutezza dell’opera d’arte dello scultore Alberto Giacometti

Stanley Tucci per il soggetto del suo film prende le mosse dal diario di James Lord “A Giacometti Portrait” nel quale il giovane scrittore descrisse con dovizia di particolari i 18 giorni trascorsi nell’atelier parigino dell’artista posando per un ritratto che, alla fine, rimase incompiuto. Per gli appassionati e i conoscitori dello scultore Giacometti questa non è certo una novità poiché, durante la sua intera carriera artistica, il famoso pittore svizzero fu sempre insoddisfatto delle sue creazioni al punto da arrivare a farle e disfarle più volte senza raggiungere i risultati da lui voluti.

Geoffrey Rush ha riportato in vita sul grande schermo le movenze, l’espressività e l’eccentricità dell’uomo oltre che dell’artista incarnando i panni di Alberto Giacometti alla perfezione. A fargli da spalla, il giovane Armie Hammer – interprete dell’acclamato Chiamami col tuo nome dell’italiano Luca Guadagnino – che ben si contrappone con la sua calma e la sua pazienza al dominante personaggio di Rush. A loro fanno da corollario gli altri interpreti che popolano la scena e grazie ai quali risalta il protagonista come Annette (Sylvie Testud) la moglie di Giacometti, Diego (Tony Shaloub) il fratello e Caroline (Clémence Poésy) la prostituta che fu a lungo la sua amante.

Precisa e profonda la fotografia affidata all’inglese Danny Cohen, che proietta l’attenzione dello spettatore sugli interni dell’atelier, della casa e dei luoghi frequentati abitualmente dall’artista facendolo sentire presente e parte di quei luoghi.

Final Portrait – L’arte di essere amici è un’opera compiuta che parla di amicizia, genialità e arte naturalmente e senza alcun artificio che, visto il soggetto, sarebbe stato del tutto inutile perché superfluo.

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