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Eroica Fenice

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Gabo – Il mondo di García Márquez

Gabriel García Márquez aveva un rapporto stretto con la morte, tanto quanto con la vita.
Per Gabo la vita non era fatta nient’altro che di se stessa, di se stessa e di quello che serve per raccontarla e fare la rivoluzione. Per uno che ha combattuto la morte come un’ingiustizia, come il dolore di non poter scegliere di non essere vivo, la rivoluzione è stata l’immortalità. La sua rivoluzione, da proletario, da scrittore, da stregone dallo sguardo beffardo, l’ha fatta con parole che hanno il fascino dell’oceano, fra le quali il sole filtra e illumina la polvere delle esistenze, per rapire tutto e ridarlo sottoforma di solipsismo arcaico, alla portata di tutti eppure segreto.

Non può essere facile raccontare chi, per eccellenza, ha raccontato. Nel suo documentario, Justin Webster ci ha reso la cronistoria di un uomo trasognato e concreto, ha voluto riferire del suo appoggio alla rivoluzione cubana, senza vanità d’orpelli, con il cuore e lo sguardo strabordanti di ammirazione. Realizzare una celebrazione della vita di Marquez che non guardi alla sua morte, che sia taciuta, dimenticata, cosa vana. Parlare dei suoi amori, poiché ogni romanzo è stato, in fondo, canto d’amore e di morte.

Perchè quando Marquez ha scritto la felicità, in una delle sue cronistorie fantastiche di ciò che è stato, ha scritto quanto sia difficile la felicità. Ha insegnato quanto difficile sia raccontarla, raggiungerla. Che a raggiungerla bisogna fare molta attenzione se poi non si vuole andarla a cercare ancora e per sempre, da un’altra parte, più lontano.

Un encomio di García Márquez sospeso fra amore e rivolta

E parla Gabriel José de la Concordia García Márquez, incantando, come sempre, senza pedanterie.

Gabo – la magia de lo real (titolo originale, ndr.) racconta una storia di amore, violenza, superstizioni ataviche, indimenticate paure, resistenza.
Scriverne, per l’autore di Cent’anni di Solitudine, è stata un’esigenza ed un modo di vivere, attraverso una riflessione graffiante e paradossale sulla realtà che permette di non impazzire, facendo della parola storia e meraviglia.
Ché non servono burattinai, servono equilibristi: sulle cui mani grava il peso del cielo.

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