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Eroica Fenice

Hostiles: nuovo western duro e malinconico

Hostiles: nuovo western duro e malinconico

Hostiles è un western d’avventura concepito secondo gli stereotipi classici e intramontabili della prima maniera, per alcuni aspetti riconducibili agli intramontabili ed epici film di J. Ford, pietre miliari del cinema del ‘900, avvalendosi di montaggio e tecniche fotografiche al passo con i tempi. Scott Cooper, regista e sceneggiatore di Hostiles, in collaborazione per la scrittura con Donald Cooper, dopo aver realizzato il cupo “Out of the Furnace” (2013), film premiato in occasione del “Festival del Cinema di Roma”, in cui pone in rilievo la malavita e l’emarginazione delle periferie metropolitane degli USA, torna a collaborare con Christian Bale, nel tentativo di bissare il precedente successo cinematografico, questa volta cimentandosi nel genere western di ampio respiro, proposto in stile classico e lineare, girando la sua storia avventurosa tra gli immensi e meravigliosi scenari naturali d’America, incorniciati in modo superlativo dagli stupendi scatti del maestro della fotografia Masanobu Takayanagi (Il caso Spotlight). Cooper, ponendo a confronto due epoche diverse, accomunate da recrudescenze spesso generate dall’odio etnico ed intolleranze razziali, mette in evidenza il peso morale, il pericolo incombente e le negative ed inevitabili conseguenze di questi sentimenti ostili sostenuti da politiche sbagliate e xenofobe. Il regista pertanto riesce bene a focalizzare la sua attenzione nelle reazioni più umane di un gruppo di persone accomunate dal senso di riconciliazione, attraverso le dinamiche dei fatti narrati. Un autentico antidoto all’odio in un paese dove gli atteggiamenti disumani dominano incontrastati nel conflitto atavico tra bianchi e nativi d’America.

Hostiles: “Ho ucciso selvaggi perché questo è il mio lavoro” 

Il film, ambientato nel lontano 1892, narra le vicende occorse ad un leggendario capitano dell’esercito statunitense, Joseph J. Blocker che, (interpretato stupendamente da Christian Bale) in stanza presso un avamposto militare nel selvaggio New Mexico, è pronto ad obbedire ad una richiesta d’ordine da parte delle autorità militari e del presidente americano in persona: scortare, con alcuni suoi fedelissimi, Falco Giallo (Wes Studi), capo Cheyenne malato terminale, suo ex nemico per via di molti compagni deceduti per sua mano e la sua famiglia composta da donne, nelle lontane terre del Montana dove dimora la sua tribù di pellirossa. Durante il lungo cammino che divide gli sconfinati territori desertici d’America, il capitano e il suo seguito incontrano Rosalie Quaid (intensa ed emotiva interpretazione di Rosamund Pike che ricordiamo per “L’amore Bugiardo”), una giovane vedova la cui famiglia è stata sterminata da un gruppo di spietati Comanche, intenzionati a derubarli dei loro cavalli. Tra il capitano e la vedova, che si unisce al drappello in viaggio, si stabilisce un comune intento, unire le loro forze per combattere gli ostili Comanche eternamente in agguato, pur di difendere il capo Cheyenne e la sua famiglia e rendere giustizia per i loro crimini compiuti nelle sconfinate terre di nessuno.

“Gli inglesi hanno Shakespeare, i francesi ridono con Moliere, gli americani pongono il western al centro della loro cultura. Amo molto questo genere, non passa mai di moda” (Cooper).

Cooper, con la sua ultima opera cinematografica, dura e carica di silenzi malinconici, pone al centro dell’attenzione il tema morale degli individui, attraverso i lunghi silenzi notturni immersi tra le millenarie bellezze naturali: il Canyon, le sterminate pianure, le foreste e gli scenari montani d’America; luoghi che per il regista rappresentano il confronto diretto delle singole coscienze. Un capitano dal cuore duro, amareggiato dal suo passato dovrà ricredersi sull’odio nei riguardi dei pellirosse, una famiglia di indiani alla ricerca della propria tribù osserverà il proprio capo pronto a rivedere le sue posizioni circa le nefandezze compiute dai bianchi, una donna affranta in cerca di vendetta per la perdita della propria casa e della sua famiglia sarà pronta a condividere le vicissitudini di un viaggio con altre donne pellirosse, ognuno di loro alla ricerca di una risposta attraverso un dramma vissuto in comune, tra attimi di paure e speranze condivise, in un’unica anima dal nome America.

Hostiles, oltre al forte carisma degli attori, si avvale delle musiche di Max Richeter, riecheggianti nel donare rigore stoico ai personaggi nei momenti di maggiore drammaticità e consapevolezza. Un western strutturato da Cooper in modo sapiente e in bilico su una sottile linea valicabile tra il bene e il male, lì dove non esiste un confine definito tra uomini giusti e assassini spietati. L’esperienza umana, come la storia, continua a ripetersi.

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