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Eroica Fenice

Il GGG

Il GGG: la ritrovata magia di Spielberg

Il GGG – Il Grande Gigante Gentile è un grande ritorno di Steven Spielberg al periodo d’oro del cinema degli anni ’80, uno scrigno prezioso contenente i diversi aspetti della vena creativa del grande regista, un puzzle che va a completarsi in modo magistrale dopo una lunga carriera, in un periodo cinematografico ripetitivo e ridondante nelle idee e nei contenuti. Spielberg, con il suo ultimo capolavoro traccia in modo sagace una rotta ben delineata nel suo percorso registico, attraverso i messaggi che hanno caratterizzato i suoi tanti capolavori cinematografici, come l’essenza poetica di ET, la vena ironica e avventurosa di Predatori dell’Arca Perduta, e ancora lo sguardo attento di un bambino nell’ Impero del sole, l’aspetto favoloso e fiabesco di Hook e quello sognatore di I.A.: tutti film che hanno fatto storia, lasciando il segno e divenendo punto di riferimento per il cinema mondiale. Il GGG, tratto da un romanzo del noto scrittore Roald Dahl, autore di molti libri per ragazzi e fonte di ispirazione per registi di fama mondiale come Tim Burton e Wes Anderson, risveglia l’interesse di Spielberg per una nuova produzione cinematografica, chiamando in causa un’ insostituibile Melissa Matheson (soggettista di ET, scomparsa appena un mese fa), per la scrittura di una sceneggiatura che sembra racchiudere in sé l’Alfa e l’Omega del magico mondo del cinema di Spielberg. Mark Rylance e Ruby Barnhill si dimostrano straordinari nell’interpretare rispettivamente il gigante e la bambina, due personaggi così ricettivi tra loro anche se appartenenti a due nature del tutto diverse: insieme possono fare grandi cose, tra cui regalare sogni alla gente.

“Più il mondo peggiora e più abbiamo bisogno di sognare. I nostri sogni sono un’arma per migliorare la vita reale e nutrirla di speranza. E per me la speranza è tutto” (Spielberg)

Tutto ha inizio a Londra, all’interno di un orfanotrofio, con il rapimento della piccola Sophie (R. Barnhill) da parte del GGG (M. Rylance) che la sceglie tra tanti per portarsela nel paese dei giganti e nasconderla nella sua caverna. Il GGG con Sophie si rivela premuroso e gentile, lo spavento iniziale della bambina (11 anni) si trasforma presto in meraviglia e piacere. Tra le due anime solitarie nasce una grande amicizia e il gigante promuove Sophie come sua allieva, insegnandole la magia su come catturare i sogni e regalarli ai bambini del mondo, facendo utilizzo della tromba soffia-sogni e della rete acchiappa-sogni: tutto avviene di notte nel regno delle ombre e delle paure, ma i giganti cattivi e mangiatori di bambini ordiscono un diabolico piano infanticida per il mondo. Il GGG e Sophie, determinati a contrastarli per salvare i bambini, chiamano in causa la regina d’Inghilterra, avvisandola dell’imminente strage di bambini.

Il GGG: la genesi

Il film, già in cantiere dal 1991, anno in cui la produttrice Kathleen Kennedy acquistò i diritti di utilizzo del romanzo di Dahl, dopo numerose e lunghe traversie che ne hanno finito per rallentare negli anni la realizzazione cinematografica, incontra l’interesse concreto di Spielberg. Tra il grande regista e lo scrittore britannico senza alcun dubbio si stabilisce un perfetto e proficuo connubio, affinché il genere letterario rivolto all’universo immaginario dei ragazzi trovi i mezzi e le giuste condizioni da veicolare per una nuova produzione cinematografica di genere fantasy. Spielberg, per la prima volta trova, modo di dirigere il film in live-action, co-prodotto e distribuito dalla Walt Disney Pictures e la sua Amblin Entertainment, avvalendosi degli effetti visivi ottenuti in simulcam (tecnica sperimentale già adoperata per Avatar dal Cameron) messi a disposizione da Weta Digital. Per Spielberg, Il GGG segna la sua seconda collaborazione con il grande interprete Mark Rylance, dopo Il ponte delle spie, con cui il noto attore ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista. Tra gli altri interpreti del film, presentato al Festival di Cannes 2016 e girato a Vancouver, figurano: Penelope Wilton, Rebecca Hall, Bill Hader, Jemaine Clement, Rafe Spall e Adam Godley.
“I sogni spesso possono divenire realtà”. Buon cinema a tutti!

 

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