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Eroica Fenice

Il libro di Henry, l’ultimo (quasi) riuscito lavoro di Colin Trevorrow

Il libro di Henry, l’ultimo (quasi) riuscito lavoro di Colin Trevorrow

In uscita al cinema il 23 novembre, Il libro di Henry è un film nel quale il regista Colin Trevorrow ha deciso di unire i generi drammatico e thriller ottenendo un prodotto non del tutto convincente perché il risultato finale è alquanto confuso.

Susan Carpenter (Naomi Watts) è una madre single che si occupa dei suoi due figli: l’undicenne Henry (Jaeden Lieberher) e il piccolo Peter (Jacob Tremblay). Mentre quest’ultimo è un bambino tenero – normale se paragonato al fratello maggiore -, Henry è dotato di un cervello geniale e di una maturità fuori dal comune. È lui, infatti, “l’uomo di casa” che si occupa di tenere in ordine i conti, di consigliare la madre sostituendosi spesso a lei come l’adulto responsabile tra i due, di aiutare e difendere Peter prendendosene sempre e pazientemente cura difendendolo dai bulletti che a scuola si approfittano di lui perché indifeso. D’altronde Henry è fortemente convinto che, di fronte a qualsiasi ingiustizia, non si debba rimanere indifferenti ma sia doveroso per chiunque agire. Per questo motivo escogiterà un piano minuzioso, perfetto nei minimi particolari, per aiutare la coetanea e vicina di casa Christina Sikleman (Maddie Ziegler) a liberarsi una volta per tutte del patrigno Glenn (Dean Norris) che abusa di lei e che nessuno crede capace di un simile crimine perché è un poliziotto. La vita, però, ha in serbo ben altro per il giovane Henry e sarà dalla scoperta di un mostro di diversa natura e impossibile da sconfiggere che, a doversi occupare di Christina, sarà proprio una distrutta ma determinata Susan che seguirà tutte le istruzioni annotate per lei dal figlio nel libro che le ha lasciato.

Il libro di Henry : quando il troppo stroppia

Malgrado le buone intenzioni di Trevorrow (sua è la regia di Safety Not Guaranteed del 2012 e Jurassic World del 2015), Il libro di Henry non è stato accolto positivamente dalla critica. In effetti, nonostante un cast di tutto rispetto che ha impreziosito la pellicola con delle interpretazioni notevoli sia da parte degli attori più grandi che dei più piccoli, lo spettatore si perde tra i momenti drammatici prima e quelli di suspense propri del thriller poi. La narrazione sembra non seguire un vero e proprio filo logico proseguendo a “saltarello” e, di conseguenza, anche le emozioni suscitate dalle scene più importanti sono discontinue, scoordinate e subito sostituite dalle successive.

Questa confusione è stata data dall’aver voluto esagerare aggiungendo fin troppi elementi diversi tra loro a una trama che, se fosse stata meno elaborata e ambiziosa o quantomeno coerente dall’inizio alla fine, sarebbe stata impeccabile e avrebbe fatto de Il libro di Henry un film pienamente riuscito.

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