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Eroica Fenice

La forma dell'acqua - the shape of water, il nuovo film di Guillermo Del Toro

La forma dell’acqua – the shape of water, il nuovo film di Guillermo Del Toro

Candidato a ben tredici premi Oscar, vincitore di due Golden Globes e del Leone d’oro come Miglior film alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, La forma dell’acqua – The Shape of Water è l’ultimo incredibile lavoro diretto dal regista messicano Guillermo del Toro, uscito nei nostri cinema il 14 febbraio.

Elisa Esposito (Sally Hawkins), muta sin da bambina, è impiegata come addetta alle pulizie in un laboratorio governativo nella Baltimora del 1962. Insieme alla sua collega Zelda (Octavia Spencer) è testimone dell’arrivo di una creatura anfibia (Doug Jones) catturata dal colonnello Strickland (Michael Shannon) per essere studiata dagli scienziati che vi lavorano. Mossa dalla curiosità e dalla solitudine, Elisa inizia a instaurare un legame con questo essere che, a poco a poco, impara a conoscere fino a innamorarsene. Organizzata la fuga con l’aiuto dell’amica, del vicino Giles (Richard Jenkins) e del Dottor Hoffstetler (Michael Stuhlbarg), dopo aver saputo dell’intenzione di eliminarlo perché considerato un mostro, Elisa decide di nasconderlo nel suo appartamento aspettando il momento propizio per rendergli, anche se a malincuore, la libertà.

La forma dell’acqua – The Shape of Water, l’amore di Guillermo Del Toro non ha forme

Affascinato da Il mostro della laguna nera, un film horror fantascientifico in bianco e nero del 1954 diretto da Jack Arnold, Guillermo del Toro ha dichiarato di aver creato il suo come finale per la storia di Gill-Man e Kay, i protagonisti della precedente pellicola. Scegliendo gli anni della Guerra fredda con gli Stati Uniti in perenne contrasto con la Russia, del Toro mostra al pubblico quanta fosse l’ambizione americana e quanto grande fosse il desiderio da parte della Nazione intera di primeggiare sui suoi avversari non badando a spese per i propri esperimenti e non risparmiandosi in termini di orrori pur di raggiungere i propri obiettivi.

È in questa gara senza esclusione di colpi che trovano spazio temi come la lotta per l’affermazione dei diritti di una donna di colore – Zelda – all’interno di una società bianca e di un matrimonio dove a dominare è l’uomo, l’emarginazione degli omosessuali – è il caso di Giles – e la possibilità per gli ultimi di vivere secondo i propri desideri senza dover sottostare a delle assurde regole imposte da altri.

E, infine, l’amore tra diversi osteggiato da chi non comprende che, questo sentimento, non conosce confini, forme e generi perché imprevedibile e non certo controllabile o ascrivibile a un qualcosa di definito e prefissato. Questo concetto viene ben descritto da una meravigliosa poesia citata nel film:

“Incapace di percepire la tua forma, ti ritrovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, onora il mio cuore perché sei ovunque.”

La forma dell’acqua – The Shape of Water è, prima ancora che un film fantastico dai contorni drammatici, un’opera dedicata all’amore, l’amore vero che va oltre tutto e tutti assumendo a volte forme inusuali e inaspettate ma non per questo meno profonde di quelle considerate tradizionali.

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