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Eroica Fenice

La macchinazione: la verità sul delitto Pasolini evi

La macchinazione: la verità sul delitto Pasolini

«Beati voi che siete tutti contenti quando potete mettere sul delitto la sua bella etichetta!»

Con poche parole, forti e dirette, Pier Paolo Pasolini lapidava i suoi colleghi giornalisti e scrittori, profetizzando in modo sarcastico un evento drammatico verificatosi di li a poco, in cui sarebbe stato lui la vittima sacrificale. Era il 2 Novembre del 1975, e tutti i quotidiani intitolavano la prima pagina di un agghiacciante omicidio, oggi ancora avvolto nel mistero.

La macchinazione è un intrigante noir politico diretto da David Grieco (scrittore e sceneggiatore di molte opere cinematografiche tra cui “Evilenko” del 2004), e autore dell’omonimo saggio pubblicato per le edizioni Rizzoli, nonché amico e assistente di Bertolucci e dello stesso P. P. Pasolini. Ad oltre 40 anni dalla sua scomparsa Grieco cerca, più che in ogni altra opera cinematografica, un’unica verità tra le diverse versioni ricostruite sul tragico delitto del grande poeta, regista e letterato, nel suo film interpretato da uno straordinario Massimo Ranieri (simile anche nell’aspetto) ideale nel ricoprirne il ruolo. Un caso delittuoso non ancora chiuso del tutto che trova validi e coraggiosi motivi per essere riaperto, un compito che spetta al parlamento dell’attuale governo del nostro Paese, affinché a distanza di anni sia fatta giustizia su un terribile crimine rapidamente archiviato come tanti altri delitti. Perché considerato scomodo.

«Il problema da non sottovalutare, è che se si arriva alla verità su Pasolini, si può arrivare alla verità su tante altre cose che non farà piacere a molti» – D. Grieco

La trama de La macchinazione

Il film La macchinazione, racconta degli ultimi tre mesi vissuti da P. P. Pasolini, prima del suo tragico omicidio avuto luogo presso l’idroscalo di Ostia, in cui si trovava in compagnia del giovanissimo Pino Pelosi (Alessandro Sardelli) successivamente accusato di omicidio.
David Grieco e il medico legale F. Durante, furono i primi a giungere sul posto del delitto. Tra Pasolini e Grieco c’era una sincera amicizia rafforzata dalla collaborazione professionale in un periodo storico in cui i poteri forti cercavano di ostacolare in ogni modo chi utilizzava i media dichiarandosi comunista. Pasolini, attraverso un’indagine giornalistica, cercò di fare luce sulla corruzione nata da alcune oscure beghe di politici, imprenditori ed esponenti attivisti dell’estrema destra e, in questo sempre più variegato e complesso puzzle, Pasolini ebbe modo di contattare Giorgio Steimetz, autore di “Questo è Cefis”, un libro denuncia contro Eugenio Cefis e i suoi loschi traffici svolti con il presidente dell’ENI e fondatore della P2 dopo la tragedia aerea in cui perse la vita Enrico Mattei.
Il saggio letterario sparito 48 ore dopo la sua pubblicazione, probabilmente fu un’abile tranello messo in pratica dai servizi segreti per spiare il poeta/regista attraverso i suoi movimenti. Misteri nel mistero che conducono a depistaggi continui. Furono rese note dalle forze dell’ordine e dalla magistratura molte diverse versioni sul delitto Pasolini che non fecero altro che confondere la realtà oggettiva dei fatti; per queste ed altre motivazioni nel 2009 fu proposta alla procura della repubblica, un’istanza per la riapertura dell’inchiesta. Testimoni oculari mai ascoltati (come Misha Bessendorf), e l’esame del DNA su alcuni reperti ritrovati sul luogo dell’omicidio confermarono che sulla scena del crimine c’era stato un maggior numero di presenti, molti dei quali ancora impuniti come, e altri personaggi di cui non si hanno più notizie. Inoltre ad infittire l’alone di mistero c’è la sparizione delle bobine del film di Pasolini “Salò” conosciuto più comunemente come “Le 120 giornate di Sodoma”, trafugato da una banda di ladri amici dello stesso Pelosi, per un riscatto pari a 2 miliardi di lire. Ancora oggi si cercano delle risposte, le presunte verità sono tante, ma la realtà dei fatti è una.

«Pasolini è stato, anche inconsapevolmente, la mia guida etica, una guida rigorosa e anticonformista allo stesso tempo» – D. Grieco

Grieco con il suo nuovo film “La macchinazione” cerca di fare luce sulle tante diverse ipotesi pur di giungere ad un quadro più veritiero dei fatti emersi con prove e testimonianze documentate. Il film distribuito da “Microcinema” si avvale di un cast di provata esperienza, tra cui: Matteo Taranto, Francois-Xavier Demaison, Milena Vukotic, Roberto Citran, Libero De Rienzo e Toni Laudadio. La macchinazione di Grieco ci attende al cinema per riflettere su un caso oggi ancora aperto.

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