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Eroica Fenice

Lo stagista inaspettato: uno scarto generazionale

Lo stagista inaspettato: la trama.

Ben Whittaker (Robert De Niro), un settantenne annoiato dalla vita vuota d’impegni di un pensionato, decide di aderire ad un programma che l’azienda di Jules (Anne Hathaway) ha avviato per questioni d’immagine. Il programma prevede l’assunzione di “stagisti senior” che dovranno essere coinvolti nel mondo dell’azienda operante nel campo dell’e-commerce. Lo “stagista” Ben viene assegnato alla fondatrice dell’azienda, Jules. Nonostante un’iniziale diffidenza da parte della donna, tra i due nascerà un’insperata sintonia che porterà ad un legame sempre più stretto e confidenziale.
Il film di Nancy Meyers coordina le vite dei due protagonisti, diversissimi eppure così simili, che esemplificano due categorie: De Niro rappresenta uno stagista inaspettato, un pensionato appartenente ad un’altra generazione, con modi di fare ormai fuori tempo, demodé nel vestire e dal carattere preciso e meticoloso, specie nel lavoro; la Hathaway è invece una giovane e brillante donna che ha fondato un sito di e-commerce dedicato al commercio di abiti femminili.

È evidente quanto Lo stagista inaspettato della Meyers voglia sottolineare come stia cambiando il mondo dell’azienda e, più in generale, il mondo del lavoro, a partire dagli strumenti utilizzati

È esplicativa a tal proposito la scena che riguarda il primo giorno di lavoro degli stagisti: lo stagista giovane tira fuori dalla sua tracolla un ipod, una pen-drive e sa usare perfettamente il pc che ha in dotazione, mentre Ben ha con sé, nella vecchia ventiquattrore in pelle, una calcolatrice, penne e matite, e non sa neppure come si accende un pc.
La già conclamata duttilità di Robert De Niro diventa ancor più sorprendente per chi si approccia a Lo stagista inaspettato. L’attore si distacca dai ruoli tutti uguali nei quali stava recitando negli ultimi anni, e si svincola dal solito personaggio affibbiatogli. Ben sembra un vero pensionato di oggi, identificabile con i genitori o i nonni di ognuno, che ha difficoltà ad utilizzare un cellulare moderno e che non sa come iscriversi a Facebook.
Anche la Hathaway riesce particolarmente nel ruolo, interpretato già in passato, di donna in apparenza forte ma con molte fragilità ed insicurezze.

Una comicità delicata e leggera per un feel-good movie

L’improbabile duo, contro ogni aspettativa, riesce a coinvolgere e divertire, ma lo fa in maniera delicata e leggera. Non siamo di fronte al comico indecoroso o sguaiato. Lo stagista inaspettato fa sorridere – e anche ridere – ma lo fa con eleganza e garbo.
Il tema chiave del film è certamente lo scarto generazionale: la prima generazione è abituata a sgobbare, la seconda è più concentrata sul modo di lavorare, sull’ idea, sulla modernità. È il confronto tra due persone che appartengono a due epoche diverse, ma che, con un po’ di impegno da parte di entrambi, riescono ad incontrarsi. Jules riesce a fermarsi nonostante il ritmo frenetico della sua vita, e Ben si adatta invece ai tempi e ai ritmi del suo capo.
Lo stagista inaspettato è un commedia americana non troppo classica, dai risvolti spesso non scontati. Un feel-good movie (film per stare bene) a tutti gli effetti, che non ha la pretesa di essere più di quel che è.

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