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Eroica Fenice

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Ma ma – tutto andrà bene: il drammatico a tutto tondo della Cruz

Ma ma – tutto andrà bene, attualmente nelle sale italiane, è un film drammatico di Julio Medem, prodotto da Penelope Cruz.

Magda (Penelope Cruz) si scopre malata di cancro: ha un carcinoma al seno ed è costretta a farselo asportare. Il giorno stesso della visita che le chiarirà lo stadio della sua malattia, ancora sconvolta, va ad assistere alla partita di calcetto della squadra di suo figlio e conosce un informatore del Real Madrid, Arturo (Luis Tosar). Durante la partita, Arturo riceve una telefonata e scopre che sua figlia e sua moglie hanno avuto un incidente: la prima non ce l’ha fatta, la seconda è in coma. Magda accompagna Arturo all’ospedale per supportarlo. Nei giorni successivi torna a trovarlo, stravolta dalle chemioterapie, mentre suo figlio, che non è a conoscenza della malattia, è in vacanza con i cugini. Dopo la morte della moglie di Arturo tra i due nasce una storia d’amore basata su un sentimento di tenerezza e di affetto più che di passione: si prendono cura l’una dell’altro e cercano di dimenticare il proprio dolore. Tuttavia Magda scopre di non aver debellato la malattia in maniera definitiva e, stavolta, lo stadio è molto più avanzato. Cosa potrà mai renderla improvvisamente – e insperatamente – felice?

Ma ma e il rapporto madre-figlio e paziente-medico

Ma ma è un film drammatico a tutto tondo. Non ci sono scene in cui il dramma è mitigato da momenti di serenità, non ci sono dialoghi divertenti né momenti dilettevoli. 

Con grande delicatezza sono trattati i temi del rapporto con il figlio e con il suo ginecologo, Julian (Asier Etxendia), che la cura dall’inizio della malattia e si occupa di lei durante il decorso della seconda fase del cancro. Nonostante Magda ami molto suo figlio, ma i rapporti non saranno una passeggiata. Il ragazzino, che non sa dello sviluppo del candro, non riesce a rapportarsi a lei come prima: pur credendo che la malattia sia ormai superata è intimidito dallo sguardo di sua madre, talvolta si mostra a lei persino offeso. In realtà Medem vuole mostrarci la difficoltà che ha un ragazzino nell’affrontare le debolezze dei genitori, invincibili agli occhi di qualsiasi bambino. 

Ma ma e il drammatico che non lascia spazio alla serenità

Il film, nonostante affronti con coraggio una tematica forte e difficile, non riesce a coinvolgere completamente lo spettatore. Il tenore della pellicola è troppo gravoso, non ci sono momenti di serenità, e quei rari attimi di tenerezza che emergono di sfuggita non riescono a coinvolgere completamente a causa dell’atmosfera angosciante che accompagna per intero il film. Inoltre ci sono scene che riguardano sogni o immaginazioni di Magda, momenti immersi in un clima onirico, che si sovrappongono in maniera scomposta alle scene di vita quotidiana: lo spettatore può trovarsi destabilizzato non riuscendo a distinguere subito e con certezza quali avvenimenti appartengano al piano della realtà e quali a quello dell’irrealtà. Una nota a favore, però, è la performance intensa di Penelope Cruz, che resta una fuoriclasse nonostante il film non sia all’altezza della sua recitazione.

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