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Eroica Fenice

Master of the Universe

Marc Bauder e il suo Master of the Universe

Master of the Universe è un documentario che spiega il mondo della finanza e le cause della crisi economica da una prospettiva europea e interna allo stesso sistema che ha provocato la crisi.

Master of the Universe, il documentario scritto e diretto da Marc Bauder e disponibile su Netflix, racconta il mondo della finanza attraverso la testimonianza di Rainer Voss, ex banchiere tedesco.  Avendo lavorato per le più grandi banche europee dall’inizio degli anni’80 fino al 2008, Voss spiega con spietata lucidità come la finanza sia cambiata nel corso del tempo e quali sono i meccanismi che hanno portato alla crisi economica-finanziaria del 2008.

Quasi tutte le scene di Master of the Universe sono girate all’interno di un grattacielo abbandonato da cui è possibile vedere i palazzi delle principali banche tedesche. Voss si aggira in enormi stanze vuote dove in passato, con molta probabilità, lavoravano centinaia di operatori finanziari.  La capacità di Bauder consiste nello sfruttare quel vuoto per rappresentare qualcosa di più profondo.

Il primo elemento che rende questo documentario interessante è la presenza di una prospettiva differente da quella americana. Nonostante ci siano diversi film che raccontano la crisi economica, quasi tutti sono incentrati su ciò che è successo negli Stati Uniti tralasciando completamente la narrazione degli eventi che hanno travolto il vecchio continente. Il documentario di Bauder offre una prospettiva europea e interna al sistema riuscendo a spiegare con estrema precisione dinamiche complesse.

Voss propone un ritratto del mondo della finanza impietoso: gli operatori devono dimostrare fedeltà incondizionata senza poter mai mettere in discussione il sistema. L’immensa quantità di capitali che vengono trasferiti in poche decine di secondi porta i traiders a «sentirsi padroni dell’universo».  «Ti sembra che spingendo un tasto tu abbia cambiato il corso della storia». Il distacco dal mondo reale diventa sempre più importante e la stessa famiglia può diventare un ostacolo alla possibilità di concludere affari.

Tuttavia, come spiega Voss, spesso venditori ed acquirenti non conoscono realmente i prodotti che sono sul mercato. Il desiderio smodato di ottenere maggiori introiti ha portato all’elaborazione di prodotti finanziari così sofisticati che neanche gli operatori conoscono ciò che stanno vendendo. La complessità del mercato finanziario, frutto di anni di deregolamentazione, comporta l’impossibilità di trasparenza.

Master of the Universe descrive con lucidità dinamiche del passato ma accende i riflettori anche sul presente e sul futuro. «Prima o poi la situazione esploderà. Esploderà una crisi finanziaria o una crisi sociopolitica, ma non credo proprio che ci sarà un lieto fine. […] Non credo si possa fare qualcosa dall’interno del sistema. Tutti guardano incantati alla politica e dicono: “Diteci cosa dobbiamo fare”. Lo sanno cosa dovrebbero fare solo che non lo fanno».

È difficile inquadrare la testimonianza di Voss perché è in costante bilico tra confessione dei peccati e difesa dalle accuse. C’è troppa consapevolezza nelle sue parole per non far trapelare una sorta di senso di colpa per ciò che ha fatto nei tanti anni di carriera. Come quando invita Marc Bauder a non fare altre domande perché è già stato detto tutto o come quando gli dice di non potersi giudicare da solo come padre perché spetta ai figli farlo. Però, al contempo, c’è anche una naturale volontà di difendersi come uomo prima che come banchiere. Subentra allora la spiegazione di meccanismi che portano l’individuo ad isolarsi dalla realtà esterna per vivere in una bolla dove tutto va bene: «Quando guadagni 100 mila dollari al mese non hai più interessi in comune con gli amici. Non hai più nemmeno bisogno del mondo reale».

Tra i due aspetti a prevalere è la consapevolezza di aver sbagliato e l’essere presente nel documentario, del resto, ne è la dimostrazione.