Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Moglie e marito, l'esilarante esordio alla regia di Simone Godano

Moglie e Marito, l’esilarante esordio alla regia di Simone Godano

Moglie e Marito è il film commedia, attualmente in programmazione nelle nostre sale, con il quale ha esordito il regista Simone Godano.

Andrea (Pierfrancesco Favino) è un brillante neurochirurgo sposato da 10 anni con Sofia (Kasia Smutniak), una promettente conduttrice televisiva. I due abitano in una bellissima casa con i loro meravigliosi bambini, ma a non essere più tanto bello e meraviglioso è il loro rapporto. I coniugi, infatti, non si riconoscono e ritrovano più come coppia e, ormai arrivati a un punto di non ritorno, giungono alla conclusione che il divorzio sia l’unica soluzione possibile alle loro divergenze. Tuttavia, in seguito a un esperimento scientifico di Andrea sullo scambio delle onde cerebrali per la lettura del pensiero finito male, Sofia si ritroverà nel corpo del marito e Andrea in quello della moglie. Da questo momento in poi, entrambi saranno costretti non soltanto a vivere nei panni del partner, ma anche a fare i conti con la reale direzione che ha preso la loro storia arrivando a capire e conoscere meglio se stessi, la persona che hanno accanto e, soprattutto, cosa provano e vogliono per davvero.

Moglie e marito, un film che rispolvera l’espediente del body swap

Godano, per il suo esordio al lungometraggio, ha deciso di servirsi della tecnica del body swap – letteralmente “scambio di corpo” – abbondantemente impiegata in ambito cinematografico in particolar modo dai colleghi statunitensi. Il cinema americano degli anni ’80-’90, infatti, ha prodotto svariati esempi simili con film dove un uomo si trovava essere una donna, un padre o una madre diventavano il figlio o la figlia, un adulto tornava adolescente – per citarne alcuni tra i più famosi: Tale padre tale figlio (1987), Nei panni di una bionda (1991), Aiuto sono mia sorella (1996), Quel pazzo venerdì (2003).

Il perché questo espediente abbia avuto tanto successo suscitando e mantenendo vivo nel corso degli anni l’interesse del pubblico, è spiegabile prendendo in prestito una frase tratta proprio da Moglie e Marito:

“La qualità della relazione si basa sulla capacità di immedesimarsi nell’altro”.

Nel caso specifico del film di Godano, la relazione è quella esistente tra una coppia sposata e in crisi, però, questa affermazione ben si adatta a qualsiasi altro tipo di rapporto; in fondo a chi non è capitato di pensare o di dire almeno una volta nella vita “Vorrei essere al posto di …/ Vorrei veder te al mio posto”? Ecco, il regista, con la sua commedia fresca e scanzonata e al contempo seria e profonda – che poggia sull’ottima e solida sceneggiatura scritta da Giulia SteigerwaltCarmen Danza – ha potuto offrire il proprio contributo a un genere che non stanca mai senza esagerare trasformandola nell’ennesima americanata.

Moglie e Marito, Kasia è Pierfrancesco e Pierfrancesco è Kasia

Oltre alla sceneggiatura, l’altro asso nella manica del film sono loro, i due protagonisti. Kasia Smutniak, di una bellezza e femminilità semplici ma irresistibili, lascia da parte la sua essenza di donna per diventare maschio, uomo nei gesti, nelle movenze, nel modo di parlare. Dall’altro lato Pierfrancesco Favino, che di femminile non ha nulla e colpisce per la sua bravura oltre che per l’innegabile e notevole esteriorità, si fa femmina senza scadere nel tipo eccessivamente isterico ed emotivo con cui molti scelgono di rappresentare il gentil sesso. Un Bravo! anche al grande Valerio Aprea – l’amico di Andrea, Michele – che, grazie alla sua innata comicità, ha impreziosito il film contribuendo a renderlo ancora più divertente.

Moglie e Marito non è affatto una pellicola dalla trama banale e prevedibile, al contrario, possiede delle peculiarità che vanno al di là dei soliti stereotipi visti e rivisti. Ma, soprattutto, è un film che sottolinea l’importanza del confrontarsi, del capire gli altri sviluppando e alimentando quell’empatia senza la quale – lo si può constatare nella realtà – molti rapporti non possono andare incontro ad altro destino se non quello di arenarsi tra gli scogli delle incomprensioni andando così incontro a un inevitabile naufragio.

Print Friendly, PDF & Email