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Eroica Fenice

mother's day di Garry Marshall

Mother’s day di Garry Marshall: il film corale dalla comicità non riuscita

Mother’s day (qui il trailer), il nuovo film di Garry Marshall attualmente nelle sale italiane, è una commedia corale concepita con l’intrecciarsi di più storie. Sandy (Jennifer Aniston) è una madre divorziata costretta a dividere le attenzioni dei suoi figli con Tina (Shay Mitchell), la nuova giovanissima moglie del suo ex marito (Timothy Olyphant). Intanto Miranda (Julia Roberts), un volto noto della televisione, la incontra per un colloquio che cambierà la vita di Sandy. Bradley (Jason Sudeikis), rimasto vedovo, non riesce più a rapportarsi alle donne, e vive la sua vita occupandosi delle sue due figlie. Gabi (Sarah Chalke) e Jesse (Kate Hudson) sono, invece, due sorelle allontanatesi dai genitori che non riescono ad accettare le loro scelte in amore.

Troppe storie raccontate in Mother’s day

Il cast è, evidentemente, molto numeroso, essendo il film una commedia corale. Proprio a causa del fatto che le storie siano diverse, nessuna delle quali sviluppata in maniera approfondita, lo spettatore rischia di perdersi. Le vicende sono troppe al punto che non si riesce ad entrare in empatia con i personaggi, né ci si appassiona alle loro storie. L’unico personaggio a cui si dà più spazio, e che potremmo considerare il più riuscito dell’intera pellicola, è quello di Sandy, interpretata da Jennifer Aniston. È solo con Sandy, infatti, che è il personaggio che riesce a trainare tutta la pellicola seppur a stento, che lo spettatore riesce ad identificarsi.

Mother’s day di Garry Marshall e la sua comicità inefficace

Nonostante questo film vanti grandi nomi, si può dire che la comicità sia davvero ridotta al minimo: la maggior parte delle battute non sono brillanti, non fanno ridere, e se il punto forte del lavoro di Marshall doveva essere l’insieme di tante storie che s’intrecciano, alla fine questo diventa un elemento a sfavore della riuscita del prodotto, che risulta in tal modo dispersivo e decentrato.
Marshall, regista di film ben più riusciti, seppur sempre di genere comico di poche pretese, sembra aver “toppato” nella scelta del punto centrale che lega le storie l’una all’altra. Protagonista della pellicola è la festa della mamma. Sarà che in Italia non è una ricorrenza così importante come sembra essere considerata in Mother’s day, ma risulta assai improbabile che venga dato tanto rilievo a questa festa, che diventa il collante, in maniera un po’ forzata, di tutte le storie.

Uno spaccato degli Stati Uniti

Le storyline seguite dal film risultano essere, comunque, un interessante spaccato degli Stati Uniti: in nessuna di esse è sviluppata la storia di una famiglia tradizionale. In Mother’s day si parla di divorzi, di secondi matrimoni, di vedovanza, di omosessualità e di razzismo. Emblematica dell’odierno modo di comunicare è la chiamata Skype tra madre-figlia che abitano lontano, o quella con la suocera indiana. Mother’s day mette in scena una società multietnica e innovatrice, rispondente a quella reale. L’idea di partenza di Marshall era sicuramente positiva, e se realizzata diversamente avrebbe potuto dar vita ad un lavoro certamente più interessante.

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