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Eroica Fenice

Holmes di Bill Condon

Mr. Holmes di Bill Condon – Il mistero del caso irrisolto

È in sala, dal 19 novembre, Mr. Holmes – Il mistero del caso Irrisolto, la cui regia è affidata a Bill Condon (Il Quinto Potere) e si basa su una sua sceneggiatura scritta a quattro mani con Jeffrey Hatcher.
Ad interpretare i panni del famoso detective londinese c’è Ian McKellen, coadiuvato da un buon cast di attori tra cui troviamo Laura Henney e Patrick Kennedy.

(Qui il trailer italiano)

Sherlock Holmes (Ian McKellen) è ormai un anziano in pensione, abbandonata la vita di città, fatta di casi ed enigmi, vive nella sua tenuta in campagna con la sua governante Mrs. Munro (Laura Henney) e il suo figlioletto Roger (Milo Parker). Lì, Holmes, sta imparando a far fronte alle nuove problematiche dovute alla vecchiaia, tra cui l’avanzamento di uno stato confusionale dei ricordi e una crescente incapacità di immagazzinare nuove informazioni.
L’ultima sfida per Holmes è quella di ricomporre i suoi ricordi, nel tentativo di metterli sulla carta e ritrovare un punto cardine del suo passato perduto.

Mr. Holmes di Bill Condon: il bisogno di conoscere noi stessi

Da quando il nuovo secolo ha visto la luce, abbiamo assistito al nascere e crescere di una vasta produzione – e riproduzione – riguardante il famoso detective di Baker Street. Resuscitato e mantenuto in vita da una nuova linfa di sconosciuta origine, il personaggio di Arthur Conan Doyle sembra non conoscere la strada per il dimenticatoio.
Così, poco alla volta, ci siamo abituati a ritrovare, nei palinsesti televisivi e nei cartelloni dei cinema, la figura di Holmes, a sentir parlare delle sue straordinarie e complesse avventure e della sua capacità analitica applicata alla risoluzione di difficili enigmi.
Nel nostro immaginario collettivo, Sherlock Holmes è il brillante investigatore per cui nessun caso è impossibile.
Quel che di nuovo “Mr. Holmes” di Condon porta sul grande schermo è una visione nuova e umanizzata del personaggio di Doyle. Ormai vecchio e in pensione, Sherlock ha abbandonato da tempo la sua sfavillante carriera e si è rifugiato nella sua casa di campagna, dove vive circondato dai resti della sua vita.
Abbandonate le imprese impossibili, Mr. Holmes si concentra sull’introspezione del personaggio, sul suo lento declino fisico e sul bisogno di scendere a patti col passato quando il proprio futuro si fa sempre più esiguo. Straordinaria l’interpretazione di McKellen, capace di donare un’oncia di umanità e sentimentalismo ad un personaggio famoso per la fredda lucidità del suo essere.
Non può mancare parlando di Holmes, anche se vecchio e malandato, un caso da risolvere, una scatola cinese da aprire e, in questo caso, il protagonista si ritrova a dover risolvere quel che forse è il lavoro più complicato della sua carriera: ritrovare il senso della sua esistenza.
Con ritmo lento e cadenzato, Mr. Holmes è un vivace viaggio nella psiche del personaggio, il quale pian piano accetta l’imminenza del suo destino e prova a ritrovare i pezzi di quel puzzle che è stata la sua vita. Poiché quando la morte bussa alla porta, quel che rimane è il resoconto di ciò che siamo stati e abbiamo provato.
Privi dei nostri ricordi, non siamo altro che gusci vuoti.

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