Seguici e condividi:

Eroica Fenice

The Nice Guys, la nuova coppia del cinema

The Nice Guys, la nuova coppia del cinema

La strana coppia. Gli Starsky e Hutch della nuova Hollywood portano due nomi che fino ad oggi non avremmo mai immaginato insieme in vesti simil comiche. Invece l’assortimento è perfetto.
Dici Ryan Gosling e pensi al fascinoso e romantico protagonista de Le pagine della nostra vita. Dici Russell Crowe e associ il suo nome al Gladiatore che scatenava l’inferno con un cenno. Bene: dimenticateli. Il divetto canadese e il rude maschione neozelandese abdicano al ruolo di sex symbol e vincono. Dopo l’anteprima mondiale al Festival di Cannes, dove è stato accolto con grande entusiasmo, dal 1 giugno è nelle sale The Nice Guys, nuovo buddy movie scritto e diretto da Shane Black, l’uomo a cui dobbiamo Arma letale e L’ultimo boyscout: Black ha praticamente inventato la buddy cop comedy, quel sottogenere del poliziesco in cui una coppia mal assortita di sbirri deve risolvere un caso intricatissimo, ma gli indizi che portano avanti la storia sono la scusa per una serie di scene d’azione e gag in cui si sfruttano le loro differenze caratteriali.

L’anomalo duo, dunque, è formato dal premio Oscar Russell Crowe (un detective e picchiatore di professione) Ryan Gosling (uno scapestrato investigatore privato), interpreti rispettivamente di Jackson Healy e Holland March, che si ritrovano, per strani intrecci, a seguire un caso complicato nella Los Angeles degli anni ’70. Ma le tensioni da poliziesco si stemperano come caffé nel latte in un continuo susseguirsi di battute, botte e risse che ricordano le scazzottate di Bud Spencer e Terence Hill in Trinità o Altrimenti ci arrabbiamo, con un tocco di Tarantino.

The Nice Guys, la trama

Ricostruito un mondo stravagante, quello della Los Angeles del 1977, storicamente marcio, tra coltre di smog e pornografia, Black ha snocciolato un poliziesco dai risvolti comedy che mai si prende sul serio cambiando continuamente marcia, senza lesinare scene di action girate con innegabile maestria, violente scazzottate, sparatorie in strada, inseguimenti ed esplosioni. A causarle, soprattutto nel delirante finale, un inedito e trasformato Matt Bomer, qui spietato killer, con la bionda Kim Basinger di nuovo al fianco di Crowe 20 anni dopo quel L.A. Confidential che le fece vincere un premio Oscar. Questa rocambolesca storia vede i nostri antieroi impegnati nella ricerca prima, e protezione dopo, di Amelia (Margaret Qualley), una giovane in fuga da strani sicari e figlia di Judith Kutner (Kim Basinger), capo del dipartimento di Giustizia. Una lunga scia di morti insanguina il set dove è stato girato un film pornografico al quale ha partecipato Misty Mountains, pornodiva precipitata con la sua auto giù dalla collina. I due malcapitati e maldestri investigatori avranno il loro gran daffare a trovare il bandolo della matassa che arriva a coinvolgere interessi e mondi che vanno ben oltre le iniziali apparenze. Perché nulla è come sembra e il mistero dietro queste morti finirà per rivelare il caso del secolo, che vede in prima linea la potente lobby delle auto.

The Nice Guys, thriller e tanta ironia

The Nice Guys, ovviamente, è molto più di un riuscito binomio di attori. Ti fa tenere costantemente i denti stretti e poi all’improvviso ti strappa la risata, mantenendo una perenne attenzione al flusso narrativo, grazie ad un filone thriller intersecato divinamente con l’atmosfera di ironia che lo avvolge. Il ritmo scorrevole scandisce perfettamente l’alternanza dei generi, ed il merito è senz’altro di una sceneggiatura impeccabile e di una colonna sonora farcita di indimenticabili ed epocali hit musicali.

Si ride di gusto, e mai in modo banale. L’alchimia tra un Crowe, un po’ sfatto fisicamente, e un esilarante Gosling (eccellente in un inedito registro comico quasi da sembrare un cartone animato) è da applausi, tanto da crescere minuto dopo minuto, follia dopo follia. Vero colpo di genio il personaggio di Holly March, interpretato dalla bravissima Angourie Rice, 13enne figlia di Gosling a cui Black affida un ruolo da autentica co-protagonista, tra voluta irriverenza ed esagerata maturità. È lei a stimolare il padre ubriacone, mai ripresosi dalla morte della moglie, ed è sempre lei a frenare il violento Jackson, dopo aver attivamente preso parte al caso.

Mai esageratamente idiota tanto da diventare demenziale, eppure così genuinamente piacevole, The Nice Guys ha di fatto regalato ad Hollywood un’altra improbabile coppia cinematografica a cui concedere, box office permettendo, altri casi da risolvere.

Nunzia Serino

Print Friendly, PDF & Email