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Eroica Fenice

Non si ruba a casa dei ladri

Non si ruba a casa dei ladri, il cast al Metropolitan

Salemme e la Arcuri al cinema Metropolitan di Via Chiaia

Esce oggi nelle sale di tutta Italia Non si ruba a casa dei ladri, ultima fatica del regista Carlo Vanzina. Il cast comprende attori del calibro di Vincenzo Salemme, Massimo Ghini, Stefania Rocca, Manuela Arcuri e Maurizio Mattioli. Ieri sera, al cinema Metropolitan di Via Chiaia, la presentazione alla stampa a cui sono intervenuti Vanzina, Salemme, vero mattatore della serata, e la Arcuri.

La vendetta di un cittadino leale, Antonio Russo, che si vendica di un politico disonesto, Simone Santoro. È questa la trama di Non si ruba a casa dei ladri, una tipica commedia all’italiana che strizza l’occhio qua e là al neorealismo di Rossellini e De Sica.

Non si ruba a casa dei ladri

Antonio Russo (Vincenzo Salemme) è un imprenditore napoletano la cui ditta di pulizie è fallita perché ha perso una gara d’appalto truccata. Per riuscire a pagare il master della figlia, lui e la moglie Daniela (Stefania Rocca) trovano lavoro come camerieri per Simone Santoro (Massimo Ghini), politico affiliato col malaffare che vive con la fidanzata Lori (Manuela Arcuri). Santoro ha come interlocutore primario un onorevole pugliese in combutta con la criminalità organizzata: quando l’onorevole viene arrestato, Simone non può fare altro che recuperare i soldi che ha versato su un fondo privato a Zurigo. Nel frattempo, Antonio viene a sapere che è proprio il suo datore di lavoro ad aver manovrato la gara d’appalto che gli è costata la ditta di pulizie: per questo decide di vendicarsi colpendo il politico dove sa di ferirlo più a fondo: al portafogli!

Non si ruba a casa dei ladri è una commedia divertente che mira a una riflessione sul tema della corruzione. Dalla realtà al cinema il passo è breve: ma il tema viene così riletto in chiave goliardica e comica.

“Non è un film su Roma, però– sottolinea Vincenzo Salemme nella sala 1 del Metropolitan – la pellicola non è legata a una città in particolare ma più in generale al malcostume non solo della classe politica ma di tutta la popolazione. Una corruzione che spaventa e che contagia non solo i potenti, ma anche gli umili e gli onesti, come Antonio e Daniela nel film”. Il regista, originario di Bacoli, si sofferma anche sulla città di Napoli, “città estremamente conservatrice, legata in maniera siderale alle sue tradizioni ma che riesce sempre ad aprirsi alle novità”.

Una sceneggiatura solida, accompagnata da una gestione speculare dei personaggi e da dialoghi sempre brillanti e vivaci, con battute spesso esilaranti, lasciano un pubblico entusiasta, al termine di novantatré minuti di spensieratezza e risate.

Il risultato finale al contrario è notevole, a tratti addirittura eccellente. Gran parte di ciò è dovuto al cast, impegnato in ruoli ardui, solidi, con una propria credibilità. Gli attori non cadono nella trappola rischiosa di diventare figurine, personaggi pre-impostati che sono l’anticamera di fantocci di abusati stereotipi.

Tutto va a vantaggio del film: Non si ruba a casa dei ladri è un prodotto gradevole, una commedia divertente che non limita al semplice esercizio del riso ma tenta di andare oltre, rimanendo confinata al punto giusto nella risata e senza invadere eccessivamente ambiti che non le apparterrebbero minimamente.