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Eroica Fenice

Nymphomaniac, il sesso secondo Lars von Trier

Duplice proiezione per Nymphomaniac del regista danese Lars von Trier, proiettato nella sale cinematografiche italiane il 3 e il 24 aprile 2014, in due volumi.  

Tutto ha inizio con una suspence sollecitante: una donna ferita, Joe (interpretata da Charlotte Gainsbourg), giace sulla strada semideserta: la donna scampa alla tragedia grazie al soccorso immediato di Seligman (Stellan Skarsgard).  La casa, il posto da cui invano lo spettatore attende  l’amplesso incandescente, crudo e violento, è il luogo a partire dal quale si innesca l’inizio del racconto di una vita dal sapore amaro, quello di una ninfomane insoddisfatta e sola alla ricerca del piacere. 

La storia è articolata in otto capitoli; i titoli di ciascun episodio prendono spunto dagli oggetti presenti all’interno della stanza, escamotage che stuzzica la fantasia dello spettatore; il tutto è arricchito da similitudini e metafore originali e inaspettate. È così che Joe racconta nel primo capitolo – “Il pescatore provetto”, storia ispirata dall’amo appeso alla parete, composto da una mosca ,”il ninfo” – le sue prime esperienze da adolescente alla scoperta del sesso (la parte è interpretata dall’attrice esordiente Stacy Martin), dopo il deludente approccio con Jerome, personaggio  a cui è dedicato il secondo capitolo. L’uomo può dirsi la chiave di volta dell’intera storia, colui che, inconsapevolmente, crea un filo conduttore in grado di unire i singoli eventi.

Jerome è colui al quale Joe ha donato la sua verginità, l’ uomo del quale s’innamorerà da ragazza, l’uomo che sposerà in un secondo momento e da cui avrà un figlio, Marcel. Jerome sarà colui che cercherà di colmare il vuoto lasciato da una madre assente e da una moglie insoddisfatta. Non a caso, dopo aver concesso a Joe il permesso di frequentare altri uomini, Jerome verrà abbandonato insieme al figlio, abbandono da cui scaturirà un profondo odio e un irrimediabile senso di vendetta nei confronti della donna, destinato a sfociare, nell’ultimo capitolo del secondo volume, in un’aggressione ai danni di Joe; l’aggressione è da lei confessata in secondo momento all’interno del film.
 
Il tutto è condito da dialoghi spesso filosofici, colti e capaci di creare tensioni più forti delle stesse immagini; in effetti, per quanto esplicite possano essere le scene, sono le parole a stimolare lo spettatore, il modo in cui si discute e si tenta di interpretare la sessualità.  
Inoltre a fare di Nymphomaniac un film interessante e ben lavorato sono la travolgente colonna sonora composta da Von Trier e la complementarietà istituita tra inizio e fine, attraverso un meccanismo destinato a risultare stupefacente una volta assemblate le singole parti. Parimenti, non meno coinvolgente risulta  anche la scelta musicale dei Rammstein; in particolare, la lezione di Seligman sulla polifonia di Bach e la sequenza di Fibonacci confermano quanto detto, la presenza di un dialogo dal ritmo intelligente e coinvolgente.  

Nymphomaniac, in conclusione, può essere definito un film interessante e sbalorditivo, capace di infondere meraviglia, un film in grado di confermare e smentire, ad un tempo, l’interpretazione ultima per tutta la durata del film, fino a spiazzare lo spettatore con un finale che scioglie definitivamente i singoli nodi.

Nymphomaniac