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Eroica Fenice

Perez

Perez: discesa nel cuore freddo di Napoli

Demetrio Perez è “l’avvocato delle cause perse” della famosa massima; un avvocato d’ufficio che poteva essere un grand’uomo di legge, se non fosse che tutta la sua vita è stata segnata dalla paura.
E allora si aggira nelle aule di processuali cupo e invisibile, accettando passivamente che gli altri decidano per lui, trascinando la sua vita quasi per inerzia, fino al giorno in cui Luca Buglione, inquietante boss della camorra, decide di farsi difendere proprio da lui. Perchè?

“Io vi mica vi ho scelto perché siete il più bravo avvocato?!… Vi ho scelto semplicemente perché state inguaiato”, è la lapidaria “sentenza” del boss.

Inguaiato perché l’unica figlia di Perez, Tea, è innamorata di Francesco Corvino, un camorrista che lei crede innocente.
E in tutto questo, cosa può c’entrare un carico di diamanti stipati nella pancia di un toro?

Perez, uscito il 4 ottobre al cinema e presentato a Venezia 71, è il nuovo film sceneggiato e diretto da Edoardo De Angelis, regista di “Mozzarella stories”, che vede protagonista un ottimo Luca Zingaretti, inibito, dismesso e tormentato, e il nuovo talento della serie Gomorra, Marco D’Amore; un film che si propone di essere coraggioso già dalle intenzioni, in quanto in genere noir è poco trattato in Italia.
La storia è ambientata a Napoli, ma una Napoli diversa, lontana dalle immagini da cartolina del mare e del sole.
Al contrario, il palcoscenico della vicenda è il Centro Direzionale: un agglomerato di grattacieli, strade e metallo, il “cuore freddo della città”, come ha voluto descriverlo lo stesso De Angelis, ospite della rassegna teatrale “PulciNellaMente” di S.Arpino.
Un palcoscenico attivo, uno scorcio metropolitano quasi nordico, scintillante e freddo come la canna della pistola che Demetrio Perez si è visto costretto ad utilizzare, dopo essersela vista puntata contro.

Non è neanche un caso che la vicenda in cui viene avviluppato e trascinato l’avvocato prenda forma nelle ore notturne.
Nella stessa mancanza di luce, infatti, lo spettatore si ritrova a proiettare sia la forte angoscia che incalza Perez nel suo tentativo di reagire, per una volta, al corso degli eventi, sia le possibilità dello stesso di uscirne vivo. Nella storia, la notte ingoia tutto, rendendo indistinguibili  prudenza e menefreghismo, tentativi di reazione e rabbia repressa, legalità e illegalità, i cui confini saranno tracciati solo nel momento in cui la l’alba illuminerà i protagonisti. 
Questi sono solo alcuni dei motivi per cui Perez si è rivelato un progetto ambizioso; sono stati di questo parere anche altri “addetti ai lavori”, tant’è che la Code 39 film, casa di produzione americana, ne ha richiesto i diritti per farne così un remake oltreoceano.

-Perez: discesa nel cuore freddo di Napoli – 

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