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Eroica Fenice

Planetarium, un film di Rebecca Zlotowski

Planetarium, un film di Rebecca Zlotowski

Presentato alla 73ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di VeneziaPlanetarium è l’ultimo film scritto e diretto dalla giovane regista francese Rebecca Zlotowski.

La pellicola è ispirata alla storia delle tre sorelle Fox, medium americane che ebbero un ruolo di primaria importanza per la nascita e diffusione del movimento spiritista nel diciannovesimo secolo.

Ambientata nella Parigi degli anni ’30, la trama ha per protagonista le sorelle Barlow, Laura (Natalie Portman) e Kate (Lily-Rose Depp). Le due giovani statunitensi si spacciano per sensitive e stanno per portare a termine la loro tournée in giro per il mondo quando fanno la conoscenza di un produttore cinematografico francese, André Korben (Emmanuel Salinger). L’uomo, affascinato dalle loro capacità, decide di ingaggiarle per girare un film incentrato sul paranormale per mostrare la veridicità sull’esistenza dei fantasmi. Tuttavia, i reali propositi di Korben sono ben altri e non tarderanno a venire rivelati.

Planetarium  di Rebecca Zlotowski:: quando il troppo stroppia

Malgrado le intenzioni iniziali – così come la prima parte del film- fossero discrete, Planetarium prosegue perdendosi dietro i troppi elementi in esso inseriti dalla regista, che restano privi di una conclusione vera e propria. Il risultato è che lo spettatore si ritrova perso nell’accozzaglia di stimoli ai quali è stato sottoposto senza aver neanche capito perché siano stati così tanti, diversi e inconcludenti invece che pochi, mirati e con un fine. Poco convincente, inoltre, è il discorso metacinematografico – quando in un film si fa riferimento al cinema stesso – sia per lo sperimentalismo filmico inserito all’interno della trama, sia per l’alquanto ambigua figura di Korben basata su quella del produttore franco-romeno Bernard Natan realmente esistito.

A risollevare le sorti e l’andamento del film di Rebecca Zlotowski, evitandogli di essere classificato come un fiasco totale, sono ben altri elementi meno contorti della trama e anche più chiari perché evidenti per il pubblico.

Primo su tutti la bravura dell’attrice premio Oscar Natalie Portman la quale – dopo aver svestito i panni che le calzavano alla perfezione di Jacqueline Kennedy in Jackie di Pablo Lorrain – ha recitato la parte dell’intelligente e determinata Laura alla perfezioneUna rivelazione è stata poi la giovanissima Lily-Rose Depp che, al suo debutto sul grande schermo, convince con le sue doti di intensa e camaleontica espressività ereditate dal famoso padre Johnny. Di grande impatto è stato anche il lavoro svolto da Emmanuel Salinger; per lui l’aggettivo migliore è impressionante! Infine, le altre note perfettamente accordate sono state una fotografia impeccabile e la scelta delle musiche, delle ambientazioni e la realizzazione dei costumi che riportano indietro nel tempo gli spettatori.

Dopo queste considerazioni appare evidente che la Zlotowski, con alcune accortezze necessarie perché basilari, avrebbe fatto di Planetarium un film di successo capace di competere e, perché no, vincere contro altre pellicole del genere mancanti dei suoi punti di forza ma dotate di quella coerenza logica qui del tutto assente ma irrinunciabile.

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