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Eroica Fenice

Predestination: tra ieri, oggi e ieri

Predestination, dei fratelli Spierig, due cineasti australiani, vede impegnati nei ruoli principali Ethan Hawke e Sarah Snook.
A poca distanza da Automata, Predestination prosegue il filone dei thriller fantascientifici ricchi anche di caratteri filosofici.

Un agente governativo (Ethan Hawke) è impegnato nel compito di fermare il più pericoloso attentatore della storia: Fizzle bomber.
Questo lo porterà ad incontrare uno scrittore con un passato complicato alle spalle, la Ragazza Madre (Sarah Snook) e a cominciare con esso un viaggio, nel tentativo di fermare una volta e per tutte la più grande minaccia all’umanità.

È la domanda, pura e semplice, la sostanza su cui si appoggia l’intera storia.
L’apertura del lungometraggio ci invita a meditare su una possibilità, un quesito messo a disposizione, apparentemente, dei soli protagonisti, ma che in realtà si estende a tutte le orecchie raggiunte. Sembrano finire lì le occasioni di riflessione, ma su questo stile di lettura si basa l’intera caratterizzazione della trama e gli interrogativi si fanno solo più intrinseci durante il suo svolgimento.
Qual è il valore di una vita? Se potessi salvare il mondo, lo faresti? Cosa sei disposto a perdere?
Il mettere a nudo se stessi, i propri limiti e l’analisi del perpetuo scontro di idee del nostro io, è l’idea con cui i fratelli Spierig hanno rappresentato Predestination, trasposizione cinematografica dell’opera letteraria “Tutti voi zombie” di Robert Heinlein.
Dimostrando di saperci fare alla regia e confermando la loro capacità d’attirare l’attenzione e lo sguardo della critica e del pubblico internazionale, come avevano già dimostrato col loro primo film “Day Breakers – L’ultimo dei vampiri”.
Una cosa in comune col film sopracitato è il protagonista, Ethan Hawke, il quale è perfettamente coadiuvato da Sarah Snook.
Buone le interpretazioni dei due, capaci di intrattenere lo spettatore nonostante la messa in scena di una trama, di per sé, piena di complicazioni e situazioni in continuo rovescio.
In alcuni momenti, la scelta cinematografica dei fratelli Spierig sembra citare in lontananza quella di Memento di Nolan, un altro film il cui focus si basava sul far riflettere attentamente su cosa si  sta guardando, visto l’intricato ordine degli eventi.
Lo stile dell’ Uroboro (il serpente che mangia se stesso) è una scelta vincente per questo film, trascina la platea a viaggiare nel tempo, in un futuro che appare ieri e un passato in perenne accartocciarsi.
La domanda, come abbiamo detto, è la chiave di questo film. Quella che i registi, affidando le loro parole e pensieri a Hawke e Snook, sembrano voler fare al loro pubblico riguarda il destino, su quanto siamo veramente artefici del nostro destino.
Su questo dubbio, semplicemente, cala il sipario.

Predestination, tra ieri, oggi e ieri

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