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Eroica Fenice

In punta di piedi. Storia di coraggio e bellezza

In punta di piedi. Storia di coraggio e bellezza

La Rai accende i riflettori su una storia di coraggio e bellezza, attraverso il film In punta di piedi, in onda il 5 febbraio con la regia di Alessandro d’Alatri, dopo il successo I bastardi di Pizzofalcone 2, e prodotto da Luca Barbareschi in collaborazione con Rai Fiction e Casanova.

Un film anticamorra, in cui le scarpette di danza diventano protagoniste della lotta contro il buio della malavita. Già più volte è stata portata sugli schermi la battaglia contro la piovra e il crimine organizzato, attraverso storie di eroi, vittime mai sconfitte. Ma la peculiarità di questo film è il contrasto che risalta tra orrore e bellezza. Emerge la speranza, e soprattutto il coraggio di dire basta offrendo, ad un destino già segnato, la possibilità di riscatto.

In punta di piedi: la trama

In punta di piedi è ispirato ad una storia vera, ma non in senso stretto e al centro c’è il coraggio di quanti hanno deciso di anteporre la libertà alla schiavitù mentale della corruzione. Protagonista assoluta Angela (Giorgia Agata), una ragazza di undici anni che vive a Secondigliano, nell’entroterra napoletano. In una, dunque, tra le varie località partenopee inquinata dal veleno della malavita organizzata, che sembra non lasciare spazio a sogni di libertà e giustizia.

Il sogno di Angela è quello di diventare una ballerina di danza classica professionista. Una passione sbocciata grazie anche alla pura amicizia che la lega alla sua coetanea Lucia. Angela prende a seguire lezioni di danza in una piccola scuola diretta da Lorenza (Bianca Guaccero), la quale non tarda a notare il talento innato della piccola. Ma Angela vive una realtà difficile, tra intrighi e terrore in un ambiente poco sicuro per una famiglia al centro di lotte tra clan. Suo padre Vincenzo (Marco Palvetti) è infatti capo piazza dei Peluso, che decide di tradire per entrare nelle file del clan avversario. Braccato dai suoi “vecchi amici”, Vincenzo costringe così la sua famiglia ad una vita di reclusione.

Angela vede il suo sogno sgretolarsi, piombando nella disperazione. Ma contro tutto e tutti, e soprattutto contro il volere di Vincenzo, Nunzia (Cristiana dell’Anna), madre di Angela, dopo un’iniziale resistenza e rassegnazione ad una vita passiva, prende coscienza del dolore che attanaglia Angela, come tutte le vittime di un ambiente marcio e colluso. Nunzia intende concedere alla figlia una speranza di salvezza, consentendole, tra sacrifici e turbamenti, di realizzare il suo sogno e costruirsi una brillante carriera lontana dalla violenza della camorra, divenendo una famosa étoile.

In punta di piedi. Il coraggio e la bellezza

Angela riesce a forgiare un destino diverso da quello segnato in partenza. Ma ciò è reso possibile dal sacrificio e dal coraggio delle sue due eroine, la madre Nunzia e la maestra di danza Lorenza. Entrambe lotteranno per garantire alla piccola un futuro migliore, che spesso, in certi ambienti, stenta a realizzarsi. Esemplare, dunque, il coraggio di sua madre che, con sprezzo del pericolo e tra mille rischi, vuole regalare a sua figlia Angela una vita degna di essere vissuta e offrirle una possibilità di riscatto, a costo di qualunque sacrificio.

D’altra parte c’è il coraggio di Lorenza, un’ex ballerina di danza classica che rinuncia alla carriera internazionale per tornare nel suo paese in provincia di Napoli e salvare, attraverso l’arte, quelle ragazze già segnate da un destino avverso. E Lorenza salverà dal precipizio Angela, spronandola a non arrendersi, a mantenere viva la fiamma della sua passione per la danza e a non abbassare la testa, nonostante gli ostacoli apparentemente insormontabili.

Si tratta di una storia di forza e di umanità che si erge con orgoglio in mezzo a tanta disumanità ed orrore. La storia di una vita che vince l’oblio della morte e della rassegnazione. La storia del coraggio tutto femminile di due donne e della bellezza di una ragazza, espressa attraverso la luce splendente di un amore incondizionato, l’amore per un sogno, l’amore per la vita. E la bellezza che attraverso la danza Angela esprime non è una bellezza estetica, ma interiore. È irradiazione dell’essere. È quella luce che illumina le tenebre dell’ignoranza e della viltà. Ed Angela, con quella bellezza, riesce a brillare della propria luce, una luce che rende ineclissabile la sua determinazione, nonostante il dolore, nonostante il sacrificio.

Se le battaglie contro il male, la corruzione, la collusione risultano spesso lotte “contro i mulini a vento”, irrisolte ed utopistiche, l’unica assoluta àncora di salvezza può risiedere proprio nella bellezza, che nasce dall’amore e dal dolore condiviso; quella che fortifica e acceca d’amore i cuori pronti a guardarla. Perché, come affermava Dostoevskij nel suo L’idiota: «la bellezza salverà il mondo».