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Eroica Fenice

Quel fantastico peggior anno della mia vita

Quel fantastico peggior anno della mia vita

Al cinema dal 10 dicembre, Quel fantastico peggior anno della mia vita (Me and Earl and The Dying Girl) è l’ultimo lavoro di Alfonso Gomez-Rejon. I ruoli dei protagonisti sono tutti affidati ai giovani volti di Thomas Mann, RJ Cyler e Olivia Cooke. Qui potete trovare il trailer.

Greg (Thomas Mann) è all’ultimo anno di liceo e ha sempre vissuto gli anni dell’adolescenza facendo finta di essere amico di tutti, cercando appositamente di evitare qualsiasi tipo di scontro e rimanendo nell’ombra. A pochi mesi dalla decisiva scelta sul suo futuro scolastico, si ritrova a iniziare un rapporto con Rachel (Olivia Cooke), sua compagna di scuola affetta da una forma grave di leucemia.
Quest’amicizia sarà l’occasione per vivere qualcosa di bello per entrambi.

Quel fantastico peggior anno della mia vita: morire non è l’ultima cosa che si può fare

Film sull’adolescenza, chi non ne ha visto uno?
Qualsiasi cinefilo che si rispetti può dirsi saturo di lavori sugli anni delicati della crescita e quelli che riguardano l’età subito successiva.
Abbiamo praticamente cominciato noi italiani questo filone, attraverso il maestro Fellini nei I Vitelloni e abbiamo assistito alla continua e contorta trasformazione del genere col passare del tempo.
Arancia Meccanica, The Breakfast Club, Christiane F. e la lista potrebbe continuare ancora, tutti film riguardanti in qualche modo l’adolescenza, tutti diversi nella profondità delle loro tematiche.
Tenendo bene a mente tutto ciò, con quale affermazione possiamo rispondere sinceramente al quesito: quant’è difficile fare oggi un buon film sulla giovinezza?
Oggi molti – ma non tutti- i film di questo genere sono associati al titolo di “teen-drama”: si mettono due ragazzini, possibilmente imbranati e inconsapevoli di essere belli da copertina, insieme ad un pizzico d’amicizia, un po’ d’amore, una dose di travaglio ed eccoti servita l’insapore zuppa del trito e ritrito.
Parlare d’amore, di malattia, di crescita nello stesso lungometraggio e non risultare banali, con quel popo’ di maestri alle spalle, non è una cosa per tutti, soprattutto visto il grande quantitativo di tempo e pellicola spesi nel farlo.
Qualcuno potrebbe dire che certi argomenti, certe lezioni, sono sempre valide ed interessanti, annotando la grande importanza di tenere a mente certi discorsi e fattori della vita e non dare mai nulla per scontato. Balle.
Riempire un’opera di buoni sentimenti e cose belle senza un vero nesso, o una certa maestria nel condurre gli eventi, come fosse la lasagna di vostra nonna, avrà solo l’effetto di far addormentare gli spettatori.
Proprio tenendo a mente tutto ciò, bisogna ritenere più che meritevole il lavoro di Gomez-Rejon, Quel fantastico peggior anno della mia vita, e la sua capacità di raccontare i fatti senza scadere mai nella noia.
Il merito va sicuramente ad una buona scelta di cast, ma soprattutto ad una trama e ad una sceneggiatura capace di entrare nei punti più delicati della storia senza risultare fastidiosamente buonista o autocommiserante.
Si notano, ai margini, l’impegno messo da tutti per farne venir fuori un prodotto genuino e nuovo.

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