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Eroica Fenice

Red Sparrow. Il film votato all'arte dell'inganno e della sopravvivenza

Red Sparrow. Il film votato all’arte dell’inganno e della sopravvivenza

Red Sparrow, il nuovo film di Francis Lawrence, è già un successo. Rivelazione della pellicola è la sensuale Jennifer Lawrence, già diva per Francis negli ultimi due capitoli della serie Hunger Games. Prodotto dalla Chernin Entertainment e distribuito dalla 20th Century Fox, giunge nelle sale italiane il 1 marzo 2018.

Red Sparrow. La trama

L’avvenente Jennifer Lawrence la ritroviamo in veste sovietica con il nome Dominika Egorova. Prima ballerina presso lo storico Teatro Bol’šoj di Mosca, in seguito ad un incidente che ne stroncherà per sempre la carriera, viene arruolata presso i servizi segreti sovietici dell’SVR (Servizio di intelligence internazionale). Un programma di intelligence russo nel quale viene addestrata ad usare l’arte della seduzione e della manipolazione psico-fisica per irretire ed annientare spie e nemici dello Stato. Dominika è innanzitutto una figlia devota che, con il solo scopo di aiutare e proteggere la madre bisognosa di cure, servirà la sua vita, la sua intelligenza e il suo cuore diventando un’agente Sparrow. Il suo primo obiettivo è un agente americano della CIA (Agenzia di spionaggio civile del governo federale degli Stati Uniti d’America) Nathaniel Nash (Joel Edgerton), sospettato di essere una talpa. I due cadranno in una spirale di intrighi e passione che comprometterà le loro vite e la fedeltà ai rispettivi Paesi.

Red Sparrow. Panoramica sul film

Red Sparrow è in realtà la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo Nome in codice: Diva (Red Sparrow) firmato Jason Matthews, diventato scrittore dopo trentatré anni come agente della CIA. Il romanzo è il primo di una trilogia che è proseguita con Il palazzo degli inganni e con Kremlin’s Candidate.

È il film che pone in risalto le qualità della protagonista, vista nella nuova veste di donna con un’alta carica sensuale ed erotica.

Ma è soprattutto il film che mostra, senza veli, l’arte della sopravvivenza e della metamorfosi. Il cambiamento, o meglio adattamento è necessario alla protagonista per riprendere in mano la sua vita e quella di sua madre. Senza possibilità di scelta, Dominika, già provata dalle difficoltà quotidiane, diverrà un’agente “programmata” per sedurre e distruggere i nemici della patria e/o quelli più vicini alla sua vita. Lo sguardo glaciale e il corpo diventano le armi della sua nuova identità. Dal mondo di creta, fatto di applausi, scarpette, tutù e sacrifici, Dominika si trova catapultata in una realtà colma di inganni, compromessi, lotte e torture. Pronta a spingersi oltre e a superare qualsiasi limite fisico, etico ed emozionale, pur di portare avanti la sua missione, che prenderà una piega diversa da quella segnata inizialmente.

È una storia di coraggio, attraverso dolore e sofferenze. Non mancano in effetti esplosioni di violenza, soprattutto fisica, che metteranno a dura prova la giovane ballerina russa, temprandone il carattere. Il regista non risparmia alcun tipo di emozione, passando dalla paura al coraggio, dalla tenerezza alla durezza, dalla forza alla sopportazione, dalla seduzione senza scrupoli all’amore, un amore per il quale lottare e rischiare. L’amore per un uomo, ma soprattutto per la madre.

Un cocktail di colpi di scena, nel contesto storico che vede contrapposte Russia e Stati Uniti nel periodo post Guerra Fredda che, in realtà, non sembra essersi eclissata completamente.

L’impeccabile e straordinaria Jennifer Lawrence offre in Red Sparrow una versione meno glamorous e spettacolare della Atomica Bionda di Charlize Theron, alla quale è stata un po’ paragonata per il ruolo svolto. Con Dominika, il Lawrence regista insiste infatti sull’ ars amandi della bionda spia russa.

Coraggiosa e caparbia, Dominika Egorova illustra sapientemente l’arte della resilienza e dell’inganno; ice-girl come agente Sparrow, senza però dimenticare l’amorevole e dolce ragazza all’apice della sua brillante carriera come ballerina professionista. Un sogno stroncato, ma mai sradicato dal suo cuore, così come la sua anima. Dimostrazione di come il dolore alla fine non debba necessariamente condurre all’annichilimento di sé, pur smussando gli angoli dell’ingenuità e della fiducia assolute.

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