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Eroica Fenice

Remember

Remember di Atom Egoyan

Remember: il prologo

In una clinica privata gli ebrei Max (Martin Landau) e Zev (Christopher Plummer), due vittime di Auschwitz, si rincontrano dopo molti anni: ormai anziani, il primo è costretto su una sedia a rotelle, il secondo affetto da demenza senile.
Un giorno Zev si sveglia sul letto della sua stanza e invoca la sua amata moglie Ruth finché non scopre che è morta già da una settimana. La sua malattia, purtroppo, offusca i suoi ricordi ogni volta che egli si addormenta. Quel giorno, Max lo prende in disparte e gli ricorda della promessa che si fecero prima della scomparsa di Ruth.

Zev è confuso e addolorato, ma il suo amico lo rassicura consegnandogli una lettera che, gli dice, contiene ogni indicazione sulla sua storia e la spiegazione di tutti i passaggi che egli dovrà seguire con ordine nel viaggio che dovrà intraprendere di lì a poco. La notte stessa, infatti, Zev parte. La paura non riesce a prendere il sopravvento sulla determinazione: egli deve cercare l’aguzzino che tanti anni prima ha provocato alla sua famiglia e a quella di Max tanto dolore, sterminandole.
Tutto ciò che sa, grazie alle ricerche finanziate da Max, è che il loro uomo si è rifugiato in America settant’anni prima sotto il falso nome di Rudy Kurlander, assumendo l’identità di un prigionero. Quattro individui corrrispondono alla descrizione; starà a Zev riconoscere, tra di loro, il carnefice, attraverso un ricordo che eccezionalmente non lo ha abbandonato mai: quello del suo volto.

Remember è un film che decide di giocare il gioco delle prospettive

Quelle diverse, quelle rovesciate, quelle sempre nuove attraverso cui è ogni volta possibile esaminare un tema tanto pregnante come quello della Shoah.
Il film, dell’armeno Atom Egoyan, è stato presentato in concorso alla 72ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Lo stesso titolo appare provocatorio: ricordare. L’idea originale è quella di un thriller avente come protagonista un malandato ottuagenario affetto dal morbo di Alzheimer, del cui passato possiamo solo intuire una tragedia muta, che pure costituisce il movente fondamentale che spinge Zev a una rischiosa ma necessaria Odissea.

Egoyan ci introduce nei meandri di una regia costruita su una dinamicità relativa, quella di un anziano in cammino verso la verità, la cui tenacia è tutta basata sulla forza del dolore. Un’esigenza di riscatto che non si spegne né col tempo né con gli acciacchi ma che, come si rivelerà a uno spettatore attonito, non si risolve sempre come ci si aspetterebbe. Un’epifania che si installa sul dubbio, sulla relatività dell’oblio.

«Remember parte come un noir etico sul valore della sopravvivenza e della memoria per poi adagiarsi sul significato metaforico e vagamente ombelicale che sfuma la natura imperscrutabile del vero, declinandola come puro espediente narrativo».
(F. Pedroni)