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Eroica Fenice

Sette minuti dopo la mezzanotte, un film di Juan Antonio Bayona

Sette minuti dopo la mezzanotte, un film di Juan Antonio Bayona

Sette minuti dopo la mezzanotte (A Monster Calls) è l’ultimo film diretto dal regista spagnolo Juan Antonio Bayona, famoso per le sue due precedenti pellicole, l’horror The Orphanage (2007) e il drammatico The Impossible (2012).

Con Sette minuti dopo la mezzanotte, Bayona riprende il genere drammatico unendolo al fantastico; d’altronde, si tratta dell’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello scrittore britannico Patrick Ness – tra l’altro, sceneggiatore del film – pubblicato nel 2011 e divenuto un successo editoriale arrivando a vincere, l’anno seguente, due importanti premi per gli autori di libri per bambini: la Carnegie Medal e la Kate Greenway Medal.

Protagonista della storia è Conor O’Malley (Lewis MacDougall), un ragazzino di dodici anni alle prese con una realtà non facile. Sua madre Lizzie (Felicity Jones) è malata e il cancro che la sta consumando è, ormai, arrivato allo stadio terminale. A scuola è oggetto di bullismo; il padre (Toby Kebbell) si è rifatto una vita in America e il rapporto con la nonna materna (Sigourney Weaver) non è dei migliori. Dotato nel disegno, Conor trova in questo svago la sua unica fonte di felicità nonché una via di fuga da una vita troppo difficile e dura per un bambino della sua età. Una sera, il piccolo riceve la visita di un mostro, un gigantesco albero di tasso dalle sembianze umane (doppiato dal premio Oscar Liam Neeson nella versione in lingua originale), il quale gli annuncia che gli racconterà tre storie così che poi Conor farà lo stesso narrandogliene una quarta, ossia, l’incubo che lo perseguita e la verità in esso celata. Non potendo tirarsi indietro, il bambino ogni notte, sette minuti dopo la mezzanotte, ascolterà le storie reagendo a queste ultime nel mondo reale fino alla fine che arriverà inesorabile.

Sette minuti dopo la mezzanotte, non tutte le favole sono per i bambini

Vincitore di ben 9 premi Goya e del Platinum Gold Prize della 19ª Edizione del Future Film Festival di Bologna, il film è un lavoro di pregio che ha pienamente meritato questi e altri riconoscimenti. Attraverso la presenza della componente fantastica, la trama – un po’ come l’intero filone dei film per bambini dove dentro a ogni favola o storia favolosa è inserita una morale – si alleggerisce, malgrado la gravità delle tematiche in esse presenti come la perdita di un genitore e il bullismosenza però perdere di qualità. Al contrario, per tutta la durata della pellicola, gli spettatori hanno ben chiaro cosa stiano guardando comprendendo i messaggi che in essa sono veicolati.

Inoltre, l’inserimento dei disegni – così vengono proposte le storie narrate dal mostro-albero – contribuisce a rendere più efficace e di maggiore impatto visivo l’intento formativo addolcito, grazie alla fantasia, da degli acquerelli animati realizzati con una tecnica semplice ma curata.

Sette minuti dopo la mezzanotte è un viaggio di formazione che il protagonista è costretto a intraprendere per evitare di perdersi nel dolore vero che prova e nelle menzogne che si racconta pur di non soccombere alla realtà che lo opprime.

“Tu credi a bugie confortanti mentre sai chiaramente che la verità dolorosa rende necessaria quelle bugie. Alla fine, Conor, non è importante quello che pensi. Conta solo quello che fai.”

L’accettazione della verità implica l’azione e l’azione si traduce in cambiamento che, a sua volta, spesso, conduce a una maturazione che in questo caso e in tanti altri salva le persone dal farsi sopraffare dalla sofferenza. Per tutte queste ragioni il film merita di essere visto, sia dai più grandi che dai più piccoli, perché preziosa fonte di arricchimento interiore per tutti, a prescindere dall’età anagrafica degli spettatori.

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