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Eroica Fenice

Snowden

Snowden. L’aspetto umano nell’informatica

“Il suo nome è Snowden Edward, e ha rinunciato alla sua libertà per quella di tutti”.

Snowden è un tranquillo informatico con un quoziente intellettivo al di sopra della media, in grado di operare su Internet per sfidare l’utilizzo globale della rete da parte dei servizi segreti.

Il mitico Oliver Stone, tre Oscar all’attivo, è di ritorno nella doppia veste di regista e sceneggiatore (coadiuvato da Kieran Fitzgerald), con un’opera cinematografica del genere Thriller/biografico dedicata ad uno dei più discussi personaggi legati alla NSA (National Security Agency) e al mondo informatico, per aver rivelato numerose informazioni top secret riguardanti i programmi dell’intelligence statunitense protetti dal segreto di stato.

Il nuovo film di Stone risuona come una sfida ai poteri forti degli USA, che avvalendosi di geni informatici operativi per conto della CIA, continuano indisturbati a controllare la quasi totalità dei database informatici nascosti e protetti in ogni luogo del pianeta. Una vera guerra virtuale capace di destabilizzare in modo sleale i personaggi e i governi ritenuti scomodi. Geni come Snowden, che operano in prima linea per conto dei servizi segreti, spesso cadono vittime di un macchinoso sistema, finendo per mettere a repentaglio la loro libertà personale e in misura più grave anche la loro vita.

“La guerra virtuale contro il terrorismo è solo una scusa”

La trama di Snowden

Biopic dedicato a Edward Snowden, interpretato dal verosimigliante attore Joseph Gordon –Levitt, nel ruolo di un gracile giovane con svariati problemi fisici ma con una mente geniale nel campo informatico. Stone ripercorre le tappe più significative della vita di Snowden, da quando fu ritenuto inadatto a prestare servizio nei Corpi Speciali dei Marines al test selettivo d’informatica per entrare a far parte della NSA superando la prova in appena 38 minuti, per giungere all’epilogo finale avvenuto nel 2013. Snowden, chiuso in una stanza di un hotel presso Hong Kong, rivela alla documentarista Laura Poitras (interpretata da Melissa Leo), inviata dal quotidiano britannico “The Guardian”, le informazioni segrete sull’esistenza di alcuni programmi di controllo di massa approvati dai governi statunitense e britannico ed utilizzati dall’intelligence e dalla CIA, per spiare ogni angolo della Terra, violando ogni diritto alla privacy e giustificando le sistematiche violazioni come regolari controlli per la sicurezza del paese. Per Snowden, tutto ha inizio con il suo primo incarico, scovare un terrorista, avendo accesso illimitato a tutta la rete. Snowden sostenuto dalla fidanzata Lindsay Mill (Shailene Woodley), scopre alcune scomode verità sui servizi segreti per poi essere condannato dall’intelligence americana. Snowden è un pericoloso hacker o un eroe liberatorio sul più esteso sistema di controllo della rete?

Dietro le riprese del film

L’idea di portare sul grande schermo un tema attuale legato a un personaggio vivente attualmente in esilio, prende consistenza nel 2014, appena un anno dopo le scomode rivelazioni di Snowden, quando Stone e il produttore Moritz Borman acquisiscono i diritti di due libri “The Snowden Files”, scritto da Luke Harding e “Time of the Octopus” di Anatoly Kucherena, entrambi utilizzati successivamente per la stesura della sceneggiatura scritta dalla stesso Stone, con a disposizione un budget di appena 40 milioni di dollari. Snowden è raccontato da Stone secondo schemi classici e lineari, nel rispetto di accadimenti ancora in corso, avvalendosi di una straordinaria interpretazione di Gordon-Levitt, protagonista assoluto di una narrazione biografica verosimile nel contenuto. Altrettanto notevole è l’intero cast che prende parte al film: Rhys Ifans, l’amico fidato della CIA, e Nicolas Cage, perfetto nella sua interpretazione, tanto per citare qualche attore.
Inoltre il vero Snowden ha concesso un suo plauso al film attraverso una video conferenza in collegamento dalla Russia, rivelando il suo stato di tranquillità su una possibile estradizione dopo l’avvenuta elezione del nuovo presidente americano Trump.

Snowden come genere sembra congeniale allo stile cinematografico di Stone, che trova modo di esplorare la vita di uno dei personaggi contemporanei più controversi, attraverso una cronologia dettagliata degli avvenimenti, in uno stile che ricorda il suo precedente biopic JFK, altrettanto raffinato nella drammatizzazione del film, questa volta Stone eleva in misura maggiore la sua aperta critica nei riguardi delle istituzioni e dei servizi d’intelligence americani, organo capace di creare numerose vittime (tra cui Edward) di un sistema vulnerabile pronto ad implodere in qualsiasi momento. Snowden già presentato in occasione del “Toronto International Film” nel 2016, ci attende al cinema.