Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Spira Mirabilis: invecchiamento e rigenerazione

Spira Mirabilis: invecchiamento e rigenerazione

Spira Mirabilis è un’opera cinematografica coraggiosa nell’affrontare una tematica universale che verte sul ciclo della vita. Un documentario contemplativo sul microcosmo e sul macrocosmo e allo stesso tempo concettuale sull’invecchiamento e sulla rigenerazione di oggetti inanimati e organismi viventi. Una riflessione su come il tempo cambia lo status di appartenenza al nostro mondo conosciuto. Il film italiano, quest’anno in concorso alla “73^ Mostra internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia”, focalizza la sua attenzione su 4 realtà diverse complementari per il mondo: la realtà umana, il mondo animale, la musica e le statue inanimate. Ognuna di esse legata ad un elemento della natura: fuoco, acqua, aria e terra, più un quinto elemento aggregante, l’etere, che li unifica in una comune sinfonia.

La coppia di registi e sceneggiatori – Massimo D’Anolfi e Martina Parenti dopo aver girato I promessi sposi, Grandi Speranze, Il castello, Materia oscura e L’infinita fabbrica del Duomo, proseguono nelle loro ricerche ermetiche esplorando realtà distanti e silenziose che, nel filmato, seguendo una logica universale ben precisa, si alternano in modo apparentemente astratto.

Un insieme variegato in cui diversi eventi si verificano simultaneamente nel nostro mondo e le immagini girate restituiscono alla percezione visiva la naturale rigenerazione della materia organica e inorganica, da sempre legata ai 4 elementi della natura. D’Anolfi e Parenti, attraverso 4 diversi set, raccontano le varietà del concetto di permanenza umana sul nostro pianeta.

“Tutto avviene simultaneamente come il raggio di una spirale logaritmica ruotante all’infinito intorno ad un centro senza mai poterlo raggiungere, la Spira Mirabilis, elemento descritto dallo scienziato Jakob Bernoulli nel XVII sec.”

La trama di Spira Mirabilis

I 4 episodi sembrano molto lontani tra loro, ma si susseguono nel ritrovare il punto d’incontro in quel meraviglioso gioco del ciclo vitale.
Fuoco
Nel “Cheyenne River Reservation Camp”, una comunità degli indiani nativi d’America nello stato del South Dakota, si celebra il funerale di un anziano che ha combattuto per i diritti e il riconoscimento del suo popolo.
Terra
Un’equipe di tecnici del restauro addetti alla conservazione dei monumenti, danno nuova vita alle statue del Duomo di Milano, da sempre simboli e riferimenti della cristianità di una grande metropoli.
Aria
Una coppia di musicisti svizzeri, Rohner e Schafer, in un laboratorio si dedicano a studiare con grande perizia i suoni di uno strumento musicale da loro inventato, la Turritopsis, un oggetto composto da due semisfere di acciaio appiattite.
Acqua
A Tokyo, Shin Kubota, un docente e ricercatore presso l’Università nipponica, si dedica allo studio sul ciclo vitale della Medusa ed il suo continuo rigenerarsi infinito.
Etere
Tutto ciò accadementre l’attrice Marina Vlady, all’interno di una sala cinematografica vuota, interpreta alcuni versi tratti dall’Aleph di Jorge Luis Borge.

Il punto di vista sull’opera di D’Anolfi e Parenti

Il cinema di D’Anolfi e Parenti può apparire indefinito, elitario e molto ambizioso, durante la visione il suo contenuto universale può facilmente distogliere l’attenzione del pubblico, con il rischio di stancarlo e alienarlo.
Spira Mirabilis si presenta come un documentario adatto ad uno spettatore critico e attento, capace ad ogni modo di tessere la trama tra eventi diversi, ritrovando il senso comune d’appartenenza universale alla vita attraverso lo studio, l’osservazione, l’invecchiamento e la morte, la rigenerazione della materia inanimata, tutto in contesti diversi e con obiettivi diversi.

Alcune dichiarazioni dei due registi, rilasciate nel corso della conferenza stampa in occasione della Mostra del cinema, lasciano presagire una loro velata delusione rivolta ad un pubblico distratto e distante nel corso della proiezione del documentario: “Non crediamo nel cinema per il pubblico, ci rivolgiamo più alle persone che hanno sguardo critico sulla realtà, perché le persone sono migliori e più preparate di come ci vogliono far credere, migliori anche dei giornalisti che ne scrivono”. Spira Mirabilis, distribuito da “I Wonder Pictures”, non necessita di dialoghi vocali da parte dei protagonisti, ma solo della loro applicazione nel lavoro svolto: la telecamera scruta e osserva i loro gesti nei minimi dettagli senza interferire.
Le musiche di Mariani entrano in simbiosi con i cinque quadri interpretativi senza spezzare il ritmo; le stupende fotografie di scena restituiscono allo spettatore le diverse realtà visive degli eventi. L’opera cinematografica ha inoltre ottenuto il trofeo “Green Drop Award” in ex aequo con “Voyage of Time” di T. Malick, importante premio istituito da “Green Cross Italia” e alla quinta edizione. “Spira Mirabilis è una sinfonia silenziosa dell’universo conosciuto”.