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Eroica Fenice

The Amazing Spiderman 2: Il potere di Electro

Costato svariati milioni di dollari tra film e marketing, supportato da un cast ricchissimo, arriva nelle sale il secondo capitolo “The Amazing Spiderman 2 – IL potere di Electro” a due anni di distanza dal primoThe Amazing Spiderman”. In questa nuova avventura il nostro eroe mascherato, interpretato da Andrew Garfield, si ritrova a dover proteggere la città di New York dalla minaccia di nuovi nemici quali Goblin, Electro e Rhino e, al contempo, cerca di affrontare i demoni del suo passato senza perdere di vista l’amore della sua vita, la bionda Gwen Stacy, interpretata da Emma Stone.

I sequel sono la dura legge del Blockbuster: se il capitolo precedente è stato un successo worldwide, si deve bissare, è la regola. Inevitabile, a visione conclusa, è anche l’ineluttabile domanda che si pone chiunque ami il cinema: Perché?”

Cosa c’era di sbagliato nella saga precedente firmata da Raimi da rendere necessario un nuovo franchise e il reboot? Sì, perché Amazing Spiderman 2 è cinema di mestiere, un prodotto ben confezionato, certo, ma imperfetto, in cui la magia, l’anima del cinema si perde. La pellicola si prefigura come un capitolo di transizione, destinato ad aprire nuovi scenari per tutti i film successivi del franchise nonché a dare una sferzata (speriamo) all’evoluzione del personaggio di Peter Parker (Batman di Chris Nolan docet). Un film debole, anzi, debolissimo la cui struttura, rispettosissima della legge aristotelica delle tre unità, è priva di mordente, condita da dialoghi inutili, scene imbarazzanti al limite della credibilità,  villains poco in parte. Mark Webb, già regista del primo capitolo, lontano dai fasti e dalle vicissitudini romantiche del suo incantevole 500 giorni insieme, si rivela inadeguato nello gestire un cinecomic su un eroe indissolubilmente legato al tema del tempo, ai lati fascinosi e problematici della doppia vita/personalità, alla perdita dell’innocenza e al peso delle responsabilità. Tutto è sfiorato in superficie inghiottito da una CGI invadente e fastidiosa tesa a soddisfare le masse rumorose di adolescenti quale target di riferimento cui la pellicola strizza l’occhio. Nei suoi lunghissimi 138 minuti la pellicola perde dinamicità, si trasforma in un carrozzone video ludico assestandosi su un piano puramente adolescenziale in cui lo spettatore di età media si smarrisce non riuscendo a parteciparvi empaticamente.

Gwen e Peter si destreggiano fra i vari e irritanti “vorrei ma non posso” amorosi che tuttavia risultano essere la parte più lineare e congeniale al regista mentre i cattivi non hanno sufficiente spessore ed evoluzione, tre villain mal tratteggiati le cui trame risolutive finiscono per fondersi in banali scontri che trascinano ad un finale risaputo e insoddisfacente per gli spettatori più smaliziati e per gli amanti del fumetto originale. Jamie Foxx che interpreta il mite fan sfegatato dell’uomo ragno Max Dillon destinato a trasformarsi nell’Electro del titolo, non è abbastanza letale, perfino la rabbia repressa e le motivazioni che lo spingono a vendetta risultano poco condivisibili; Dane Dehaan ovvero Harry Osborn/Green Goblin è un’occasione mancata che ricalca la stravista descrizione di un ragazzino viziato e diabolico; Paul Giamatti alias Aleksei Sytsevich/Rhino, risulta invece essere una piacevole sorpresa, sullo schermo per pochissimi minuti, ed  è davvero gustoso nel suo sbraitare in lingua russa.

Il film si apre, si sofferma e si chiude citando il tempo, vengono mostrati orologi e ingranaggi qua e là ad indicare momenti tragici e preziosi che Spiderman/Parker non riesce a gestire e che divengono incontrollabili. La sceneggiatura, rispetto alla saga precedente, si sforza di puntare su un elemento nuovo cioè le origini dell’eroe. Infatti, per più di metà film, aleggia il mistero sui genitori di Peter: peccato che poi lo script naufraghi nella facilissima spiegazione finale tralasciando anche uno dei temi portanti, quel peso che deriva da grandi responsabilità. 

Spidey qui, difatti,  responsabilità non sembra avvertirle né accusare inquietudini tipiche degli eroi cui la scuola dei Batman di Chris Nolan ci aveva abituato: qui Parker sembra incupirsi in rarissime occasioni sullo sfondo di una Grande Mela da videclip. Sicuramente l’ironia che sottolinea questo Peter adolescente lo rende molto più affine a quello del fumetto creato da Stan Lee e Steve Dikto ma Garfield resta l’uomo ragno più fisicamente e visivamente inadeguato che il cinema abbia mai avuto. The Amazing Spiderman 2 – Il potere di Electro è la compagnia ideale per una serata senza pretese: il cinema però, quello vero, resta un’altra cosa.

-The Amazing Spiderman 2  Il potere di Electro -Eroica Fenice-