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Eroica Fenice

The Counselor

The Counselor: chi è il giusto?

Ciudad de Juarèz, Messico. Questa è la scena iniziale dell’ultimo lavoro di Ridley Scott (Blade RunnerIl Gladiatore, Hannibal, Black Hawk Down, Un’Ottima Annata, American Gangster)Dalle foreste di Sherwood al deserto messicano per raccontare, nel vero senso della parola, la storia di un avvocato di successo (un Fassbender meno in stato di grazia del solito, ma comunque in forma) che, sull’orlo di una crisi finanziaria, decide di collaborare con dei narcotrafficanti per importare un carico di cocaina oltre il confine sotto la guida di Reiner (Javier Bardem). Ultimo tentativo di dissuaderlo viene da Westray (Brad Pitt) che gli fa intuire quello che potrebbe comportare l’ingresso in quel mondo.

Centro dei suoi pensieri è, però, Laura (Penélope Cruz) con la quale condivide sogni e passioni e che è probabilmente l’unica persona “sana” che conosca.  Figura angelica, dunque, se la si contrappone a quella di Malkina (Cameron Diaz), torbida e perversa fidanzata di Reiner, macchiata fuori e dentro, affamata e “famelica”.

Il film si snoda attraverso una serie di dialoghi e di massime più o meno metaforiche sulla vita, l’avidità, l’amore, il potere e le sue conseguenze. L’avvocato, “The Counselor”, verrà risucchiato da quest’universo malsano e perderà poco a poco tutto ciò che “si trascina con sé”.

Poca azione, molte parole e molto sangue: questo è il fulcro del film che in 117 minuti mette in bella mostra performance più o meno convincenti dei protagonisti. Primissimi piani di occhi e bocche, colori accesi, deserti e metropoli racchiudono la presenza-assenza di un cattivo mai svelato. Scott non mostra, non usa nomi minacciosi e può permettersi anche solo di evocare e di farci intuire.

Convinca o meno, il film lascia un dubbio: Chi di loro è “normale”? Chi è il giusto?

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