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The OA, la surreale vita parallela di Praire Johnson

Sono iniziate da alcune settimane le riprese della seconda stagione del telefilm The OA. Prodotta da Netflix, la fortunata serie televisiva fantascientifica ha incollato gli spettatori di tutto il mondo con otto episodi impregnati di surrealismo e misteri. Accadeva più di un anno fa, era il dicembre del 2016 e la critica si divideva riguardo alla innovazione o alla ripetitività di un prodotto televisivo del genere.

The OA: Praire Johnson, da bambina adottata a cavia umana 

Praire è una donna adottata da una famiglia americana. Ha origini russe ed è cieca. La sua vita trascorre tranquilla fino a quando viene rapita in maniera misteriosa. Scompare da casa per ben sette anni. Quando fa ritorno dice di chiamarsi semplicemente The OA e di essere stata vittima, insieme ad altre persone, di uno scienziato di nome Hap che l’ha tenuta prigioniera utilizzandola come cavia per i suoi esperimenti. Praire si preoccupa di mettere in piedi un gruppo di persone che, come lei, posseggono delle particolari doti sovrannaturali. Lei, infatti, è in grado di viaggiare attraverso i piani dello spazio, motivo per il quale ha dovuto subire per sette lunghi anni una serie di torture da parte del suo aguzzino. La donna era tenuta prigioniera in una struttura isolata dal mondo. Insieme a lei erano rinchiusi altri ragazzi. Tra questi c’era Homer con cui Praire aveva stretto un legame particolare.

Gli esperimenti condotti da Hap sono al limite della concezione umana e vengono attuati per spingere i suoi prigionieri ai confini della resistenza fisica. In uno stadio di sopraffazione corporea le vittime si lasciano trasportare dalle cosiddette esperienze pre-morte che Hap osserva ed analizza dal suo studio. Con lo scopo di scoprire cosa si trova al di là della vita terrena, il carceriere abusa dell’equilibrio fisico e morale delle sue vittime, travolto da una brama di conoscenza del surreale. 

La vita si realizza tra la metafisica e i legami terreni

Il mistero più grande di tutti i misteri che l’uomo affronta è quello di non sapere cosa ci sia dopo la morte. Un enigma così da grande da sopportare che ci lascia la sola possibilità di prendere coscienza della nostra impotenza. Gli uomini non possono sapere cosa li aspetta dopo la vita. Questa censura dello spirito è messa al centro di The OA e analizzata da due punti di vista. Il primo è quello dello scienziato Hap che si spinge fino all’irrazionale pur di ottenere le riposte che sta cercando. Negli episodi della serie vediamo infatti che i prigionieri del dottore sono intrappolati in una situazione spaventosa e ridotti ad essere dei vegetali. Torturati quotidianamente dal loro carceriere, si arrendono davanti al loro nefasto destino. Praire invece non si arrende. Lei, che sembra essere una prescelta del Fato, nasconde nella sua esistenza la capacità di andare oltre la vita terrena e di impersonare la fantasia che il mondo ultraterreno racchiude. La sua capacità di viaggiare nello spazio viene rappresentata attraverso la narrazione di più piani del racconto, piani che sono il simbolo delle molteplici vite che Praire conduce. Da bambina della fredda Russia che in un giorno qualunque si avvicina alla morte, a giovane salvata da una coppia caritatevole, a vittima di un rapimento fino ad arrivare ad essere la paladina di una resistenza morale nei confronti della scienza che mortifica la sua vita e quella dei suoi compagni di sventura. 

The OA è una serie fortemente atipica rispetto alle altre produzioni di Netflix. I misteri che l’avvolgono inducono lo spettatore a porsi domande alle quali non c’è risposta. Domande che generano automaticamente altre domande le quali confluiscono in una spirale dubbiosa che circonda il pubblico. Si tratta, infatti, di una tecnica di intrattenimento innovativa rispetto a quelle di altri telefilm che sono incentrati sui fenomeni paranormali. Non ci sono enigmi da scoprire ma soltanto la necessità di capire quale sia il tema principale della serie e cosa sta offrendo al pubblico.

Attendiamo quindi con ansia il rilascio della seconda stagione che ci terrà sicuramente incollati allo schermo. 

 

 

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