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Eroica Fenice

Tre manifesti a Ebbing, Missouri un film di Martin McDonagh

Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Scritto e diretto da Martin McDonagh, il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri arriva nelle sale cinematografiche italiane oggi 11 gennaio.

Mildred Hayes (Frances McDormand) ha perso in modo tragico la figlia Angela (Kathryn Newton), violentata e uccisa dal suo assalitore che ne ha bruciato il corpo in una strada poco trafficata non lontana dalla cittadina di Ebbing, nello Stato del Missouri. Ed è su quella strada che Mildred, affittandone lo spazio dal giovane pubblicitario Red Welby (Caleb Landry Jones), commissiona tre grandi manifesti contenenti una chiara provocazione rivolta al capo della polizia William Willoughby (Woody Harrelson), formulando nei suoi confronti – e in generale verso l’intero corpo di polizia – tre semplici ma significative frasi:

Violentata mentre stava morendo. E ancora nessun arresto? Come mai, capo Willoughby?

L’azione della donna ha un solo intento: far sì che le indagini vengano riaperte così da scovare e mettere in prigione l’assassino della figlia. Willoughby, malato di cancro e amato dalla comunità di Ebbing, decide di avvalersi dell’aiuto dell’agente e suo secondo Jason Dixon (Sam Rockwell); sarà proprio quest’ultimo a dover affrontare questo e altri spinosi problemi sollevati e, in qualche modo, legati all’omicidio della giovane Angela Hayes.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri e il trionfo ai Golden Globes dell’8 gennaio

Premiato con ben quattro statuette durante la serata dei Golden Globes dell’8 gennaio – Miglior film drammatico, Migliore attrice in un film drammatico per la McDormand, Migliore attore non protagonista a Rockwell e, infine, Migliore sceneggiatura – Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha fatto incetta di premi anche oltreoceano – come, per citare i più importanti, il premio Miglior sceneggiatura alla 74ͣ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e il premio del pubblico al Toronto Film Festival e al San Sebastián International Film Festival tutti del 2017.

Il film ha tutte le caratteristiche per essere definito un prodotto di qualità: ottima sceneggiatura, un cast in cui ogni attore – spiccano la McDormand, Warrelson e Rockwell – recita alla perfezione la propria parte e una giusta dose di scurrilità verbali e violenza, che ben rendono e accentuano l’effetto drammatico della pellicola.

Martin McDonagh – regista della commedia noir 7 psicopatici del 2012 e della commedia poliziesca In Bruges-La coscienza dell’assassino del 2008 – non lascia nulla d’intentato pur di trasmettere agli spettatori la drammaticità che permea l’intera trama. Una trama densa, priva di pause o vuoti in cui le scene si susseguono una dietro l’altra riempiendo letteralmente lo schermo e provocando un avvicendarsi di emozioni diverse eppure collegate tra loro.

Più che meritati, dunque, per Tre manifesti a Ebbing, Missouri i tanti riconoscimenti ottenuti per aver proposto una storia realmente tragica con una naturalezza che non ha nulla dell’artificioso a cui, troppo spesso, il cinema contemporaneo si lascia andare perdendo di verità e onestà verso il suo pubblico.