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Eroica Fenice

Tutti i soldi del mondo: anatomia di un rapimento

Tutti i soldi del mondo: anatomia di un rapimento

“La verità supera la finzione in un film ispirato ad eventi realmente accaduti”.

Tutti i soldi del mondo (All the Money in the World), diretto dal geniale Ridley Scott che non ha bisogno di presentazioni, è un film liberamente ispirato al saggio “Painfully Rich” di John Pearson su fatti di cronaca realmente verificatisi negli anni settanta, adattati da David Scarpa per una sceneggiatura tra le migliori del 2015. L’ultima opera cinematografica di R. Scott racconta in modo coinvolgente gli avvenimenti riconducibili al rapimento del diciassettenne John Paul Getty III (Charlie Plummer), nipote di Jean Paul Getty, considerato a quel tempo il più ricco magnate al mondo. Un uomo cinico e avido nella vita privata a tal punto da anteporre all’affetto di suo nipote (ma anche dell’intera famiglia) l’attaccamento al proprio capitale e ai beni materiali accumulati nel corso della vita.

“17 milioni di dollari o si prenderanno un occhio, un orecchio, una mano, e non mi dica che non ha soldi”

Roma 1973, un gruppo di uomini mascherati sequestrano John Paul Getty, nipote del celebre magnate petroliere, conducendolo in un luogo segreto e sotterraneo. Successivamente viene chiesto un riscatto a sua madre per liberarlo, ma suo nonno, il miliardario Jean Paul Getty (Christopher Plummer), rifiuta in modo ostinato di pagare qualsiasi quota. Anteponendo l’intoccabilità delle sue fortune allo sfortunato evento accorso a suo nipote, il magnate desta meraviglia e sconcerto tra i rapitori in attesa di risposte e la stampa mondiale. Il mancato pagamento del riscatto potrebbe rappresentare l’esecuzione di suo nipote, ed una lotta serrata contro il tempo tiene con il fiato sospeso Gail Harris (Michelle Williams, premio Oscar nel 2011 con “Marilyn” come miglior attrice), sua madre da tempo separata dal marito, l’avvocato dei Getty (Timothy Hutton) e un investigatore ex agente della CIA, l’enigmatico Fletcher Chase (interpretato da Mark Wahlberg) incaricato da Getty per risolvere una vicenda sia pubblica che privata in grado di sconvolgere l’opinione pubblica internazionale.

Tutti i soldi del mondo: corsa contro il tempo

Tutti i soldi del mondo passerà alla storia come il film dal rimpiazzo più veloce di un attore: difatti sono serviti appena nove giorni per sostituire Kevin Spacey (accusato di molestie sessuali) con Christopher Plummer: quella di R. Scott è stata una corsa contro il tempo per salvare l’intera produzione. Il regista si è trovato ad un bivio cruciale per presentare in tempo nelle sale il suo film: rinviarne l’uscita o sostituire in tempi da record l’importante ruolo di Jean Paul Getty, affidato inizialmente a K. Spacey; chiaramente il noto regista ha optato per la seconda scelta affidando il ruolo all’ottantottenne Plummer, che, stimando il regista, ha accettato la proposta a occhi chiusi. Successivamente tutte le riprese sono state rigirate in tempi rapidissimi con una troupe d’emergenza: non era pensabile sacrificare un intero progetto cinematografico al quale avevano lavorato circa 800 persone tra professionisti, tecnici e comparse, per gli errori commessi da un solo attore. Il Plummer (già premio Oscar per “Beginners”) ha, inoltre, rifiutato di vedere le scene girate dal suo collega per non subire condizionamenti durante le riprese, che si sono tenute in un gigantesco set allestito a piazza Navona e in una casa tra le campagne inglesi del Suffolk, utilizzata per alcune riprese ambientate in Marocco.

Tutti i soldi del mondo, uno dei migliori film realizzati da Scott, oltre ad aver ricevuto un’accoglienza ampiamente positiva, ha ottenuto tre importanti nomination ai Golden Globe 2018 per: Miglior regia, Miglior attrice protagonista (Michelle Williams) e Miglior attore non protagonista (Christopher Plummer). 

 

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