Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Wonder di Stephen Chbosky

Wonder di Stephen Chbosky: una storia contro ogni pregiudizio

“Non puoi nasconderti se sei nato per emergere!” – Tratto da Wonder.

Wonder, diretto dal romanziere e sceneggiatore Stephen Chbosky (“Noi siamo l’infinito” – 2012), è un adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di R.I. Palacio del 2012, (nome d’arte di Raquel Jaramillo), autentico best seller letterario vincitore di numerosi premi, con oltre due milioni di libri venduti, un indimenticabile romanzo che tratta il tema della malattia di un bambino vittima di bullismo scolastico. Una storia ispirata dalla scrittrice su personaggi e fatti reali conseguenti a malattie e difficoltà che possono generare la mancata accettazione da parte degli altri. Auggie Pulman, interpretato da Jacob Tremblay, è un bambino di 10 anni che nonostante la diversità del suo aspetto poco gradita dai suoi coetanei, trova il coraggio di proporsi a loro per farsi accettare. Il film ad ogni modo focalizza l’attenzione sul protagonista, affetto dalla Sindrome di Treacher Collins, una rara patologia evidenziata da numerose displasie deformanti del viso (rese possibili da uno strepitoso makeup), conseguenti ad una lunga serie di interventi chirurgici, segni indelebili che, mettendo a dura prova l’aspetto psicologico del bambino, lo rendono consapevole delle difficoltà a cui va incontro, sapendo di poter contare inizialmente solo sul sostegno dei suoi genitori.

“So di non essere un normale bambino di 10 anni, ho subito 27 operazioni, mi sono servite per respirare, vedere e sentire senza un apparecchio ma nessuna di loro mi ha dato un aspetto normale!” – dal film.

Auggie è un bambino in procinto di frequentare una scuola pubblica locale, partendo dalla quinta elementare; la scuola è un luogo a lui sconosciuto che lo terrorizza al solo pensiero, poiché per quattro anni ha studiato chiuso in casa a causa di numerosi interventi che lo hanno impedito fisicamente, ma per Auggie sta per aprirsi un confronto con la società esterna alla sua abitazione, formata da altri bambini diversi da lui.
I genitori, mamma Isabel e papà Nate, interpretati rispettivamente da Julia Roberts e Owen Wilson (“Midnight in Paris” e “Grand Budapest Hotel”), sono premurosi, apprensivi e molto preoccupati per l’impatto scolastico a cui va incontro il piccolo. Il bambino inizialmente subisce il rifiuto, la derisione e il disprezzo di alcuni compagni e coetanei della sua classe, ma tra loro riesce a conquistare la simpatia e la fiducia di almeno due compagni. Auggie nonostante il trauma iniziale, nei momenti di condivisione con i suoi coetanei, riesce a dimostrare simpatia con dignità, incuriosendo e meravigliando l’intera classe per il suo coraggio e la sua forza interiore. Auggie un po’ alla volta si trasforma in un piccolo super eroe, un astronauta spaziale alla conquista di un nuovo pianeta, “la scuola”. I compagni finiscono per accettare la sua diversità apprezzando le sue doti di spigliatezza, intelligenza e autoironia, così lui trova il modo di conquistarli, riunendo tutti in un unico grande gruppo di amici.

Stephen Chbosky per Wonder sceglie Julia Roberts e Owen Wilson

“Sono temi difficili di cui parlo molto con i miei figli, spero che il film possa intensificare il dialogo di questi argomenti e ricordare a chi ne è vittima di parlare e confidare i propri timori a un adulto.” – Julia Roberts.

Wonder vede come protagonista Tremblay (da ricordare per un suo recente ruolo indimenticabile nel film “Room” accanto a Brie larson) bravo anche nel condurre sul campo una minuziosa ricerca su diversi casi di bambini affetti dalla Sindrome di Treacher Collins, stringendo amicizia con loro. Un ruolo straordinario per Tremblay, affiancato da una stupenda Julia Roberts, definita “l’attrice perfetta”, e giunta all’apice della sua carriera costellata da numerosi e indimenticabili successi (tra cui “Pretty Woman” e “Notting Hill”), in coppia per la prima volta con Owen Wilson, entrambi straordinari per due ruoli da incorniciare.
La Roberts, inizialmente, non ha nascosto la sua emotività, generata dal tema trattato, scoppiando in lacrime.

“Julia e Jacob non sono solamente attori fantastici, sono persone normalissime eppure davvero speciali” – Chbosky.

Il film di Stephen Chbosky ricorda in maniera inevitabile altri precedenti progetti cinematografici come “Mask – Dietro la maschera di Peter Bogdanovich”, ed anche “The Elephant Man” di David Lynch, del resto anche un recente rapporto diffuso da “Diversity & Social Change” della California, mette in evidenza come nonostante i numerosi successi di film trattanti alcune minoranze messe ai margini delle società, tra cui gli Lgbt e i disabili, come anche nel recente “Moonlight”, ci sia ancora tanto da raccontare sui temi delle diversità.
Nel cast del film inoltre va citata una notevole Sonia Braga nel ruolo della nonna di Auggie. 

Print Friendly, PDF & Email