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Eroica Fenice

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San Martino, la Certosa del silenzio

La Certosa di San Martino, ben visibile dal basso della città ma dalla facciata nascosta agli occhi del visitatore, appare come un luogo senza tempo in uno spazio definito.

La memoria – o le memorie – del posto, custodite da secoli di storia, sono frammenti vissuti e raccontati da personaggi noti – o meno noti – di tutti i giorni, che, solo sussurrando alcuni episodi storici, sotto i porticati della Certosa, danno vita ai silenziosi fantasmi del passato.

San Martino, la certosa del silenzio.

Parole che riecheggiano nel silenzio imperscrutabile del chiostro, un silenzio controllato da alcuni cranii di marmo coronati da foglie d’alloro eseguiti dal grande Cosimo Fanzago e sistemati lungo un perimetro quadrilatero sopra una balaustra marmorea, spazi in cui è racchiuso il cimitero dei monaci, testimoni del tempo che è passato, ammonitori dell’esaltazione dello spirito sulla materia, nel passaggio obbligato dalla vita alla morte.

Appena fuori da questo luogo sorge una metropoli che pullula di gente proveniente da culture e religioni diverse, “Napoli”, un agglomerato multietnico dalla storia millenaria in continua e costante trasformazione che respira i disagi quotidiani di migliaia di persone in mille modi diversi: sempre in bilico tra il bene e il male; tra la vita e la morte; tra il desiderio di una vita migliore e la certezza di vivere la vita di sempre; tra la voglia di restare e quella di partire; tra la voglia di perdere qualcuno o qualcosa e quella di trovarli; tra la voglia di amare e quella di odiare; tra il desiderio di accettare e quello di rinunciare: tutti sentimenti legati ad una Città che offre se stessa, senza nascondere alcun aspetto bello o brutto che sia… tutto mentre nella Certosa di San Martino, dall’alto, continua da secoli a regnare il silenzio, in un’atmosfera immutata nel tempo.