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Eroica Fenice

Cos'è Tor

Cos’è Tor? Luce e buio nel web anonimo

Che cos’è TOR?

Tor, acronimo di “The Onion Router”, è un software che permette di comunicare su Internet in maniera anonima, usando un protocollo detto “onion routing”. Tor cripta i dati da inviare e non si connette direttamente alla destinazione, ma fa rimbalzare i dati tra vari computer, detti nodi, usando connessioni cifrate. Il nome del protocollo (“cipolla”) è dovuto proprio a questi passaggi tra più nodi, paragonati agli strati di una cipolla. Inoltre Tor rende possibile aggirare l’eventuale censura di un sito Internet, dato che i dati del sito censurato passano attraverso un nodo situato in un altro paese e non risulta connessione al sito “incriminato”. Ogni nodo conosce da dove arrivano i dati e l’indirizzo del nodo successivo, ma non conosce il percorso completo, quindi non è a conoscenza di chi ha inviato i dati e dove. Alcuni siti, che utilizzano il suffisso “.onion”, non sono indicizzati nel normale Internet e sono accessibili solo tramite Tor, garantendo così l’anonimato anche del server che li ospita. Tutto questo in teoria garantisce comunicazioni totalmente anonime e non rintracciabili. In sintesi Tor rende quindi possibile la navigazione totalmente anonima (dark web) in parti di Internet altrimenti inaccessibili (il deep web). In realtà esistono dei punti del protocollo, ma sono legati soprattutto ad un errato utilizzo dello stesso (ad esempio non criptando i dati trasmessi). Oppure è possibile “intercettare” Tor, ma è necessario controllare i nodi di ingresso e di uscita del traffico di un utente, scenario realizzabile in laboratorio ma difficile da replicare nella realtà. In pratica se Tor è utilizzato correttamente è estremamente difficile violare le comunicazioni effettuate tramite esso.

Il lato oscuro del web oscuro (Dark Web)

Internet è utilizzato per commettere attività illecite, ma il dark web non è da meno, anzi. Purtroppo tra le molte persone di cui Tor facilita la vita, ci sono anche numerosi criminali. Basti dire che comprare/vendere droga è uno degli illeciti meno gravi che è possibile commettere con Tor. I “servizi” che è possibile trovare includono: hacker a pagamento, compravendita di armi e munizioni, furti su commissione, mercato nero, vendita di documenti falsi, sicari su commissione, pornografia di ogni tipo e vendita di carte di credito rubate. Ovviamente anche la consegna della “merce” è anonima: o viene spedita tramite un corriere non rintracciabile o delle coordinate GPS in cui ritirarla sono fornite all’acquirente. Il pagamento invece avviene tramite Bitcoin, una valuta virtuale utilizzabile anche in pagamenti non rintracciabili. Tutto questo non è però quello per cui Tor era stato creato, che di per sé è solo uno strumento per proteggere le comunicazioni, ma è uno spiacevole effetto collaterale ed è inutile e dannoso sostenere che Tor sia solo uno strumento per criminali, facendo di tutta l’erba un fascio.

Tor e la libertà: restare nell’oscurità per fare luce

Spesso anche i “buoni” hanno bisogno di rimanere anonimi. In molti paesi fare il giornalista, specie se si fanno rivelazioni scomode o si cerca di violare la censura, può portare alla morte o al carcere. Anche attivisti per i diritti umani o persone che denunciano crimini come corruzione o anche comportamenti non etici dei governi/delle aziende o che fanno una “soffiata” su Wikileaks, il noto sito che pubblica documenti segreti che sono di interesse pubblico, usano Tor, per proteggere la propria identità ed evitare ovvie ritorsioni.

Anche le forze di polizia usano Tor, per svolgere indagini “sotto copertura”. Sarebbe sospetto infatti trovare su Internet un sedicente criminale, che però si connette da un IP della polizia. I militari invece possono usare Tor per connettersi in maniera sicura e senza essere rintracciati con il comando, e trasmettere informazioni.

Infine sono soprattutto i “semplici cittadini” che usano Tor, per vari motivi. Il primo è quello di voler proteggere la propria privacy, ma anche di poter esprimere un opinione (magari scrivendo un blog) senza essere identificati e perseguitati per ciò che hanno detto. Nei paesi in cui l’accesso a Internet è ristretto e sottoposto a censura (come in Cina, Iran, Siria e tanti altri) Tor può aggirare i divieti e aiutare i cittadini a informarsi e comunicare in maniera libera. O anche a usare servizi semplici come social network o motori di ricerca, censurati nel loro paese.

La rete Tor è solo uno strumento, e l’uso che se ne fa dipende solo dall’utilizzatore: ad oggi protegge migliaia di persone da sorveglianza e censura digitali. Usarlo significa difendere sé stessi, la propria libertà e l’indipendenza della rete.

Francesco Di Nucci

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