Seguici e condividi:

Eroica Fenice

musicisti

8 tipi di musicisti che puoi incontrare in un locale

È universalmente riconosciuto che la musica, negli ultimi tempi, non se la sta passando molto bene. A creare questa situazione svariati fattori: l’egemonia delle major discografiche, i talent show, le orecchie poco educate e curiose degli ascoltatori. Ma, nonostante tutto, nei locali si continua a suonare e, dunque, in modo ironico e con nessun intento offensivo, vogliamo elencarvi gli 8 tipi di musicisti in cui potreste imbattervi.

Ecco gli 8 musicisti che potrà capitarvi di incontrare nelle vostre serate

I rapper. Partiamo subito con il botto. Fate molta attenzione al linguaggio e ai modi. Prima cosa non si chiama serata, concerto o esibizione. Si chiama “situazione” e, seconda cosa, quando sei in una situazione non si applaude, si grida “OOH” e si fa “bordello”. Se segui queste due semplici regole potresti anche diventare un ottimo rapper rispettato dalla “Scena”.

I gruppi Indie. Sono tristi, ma proprio tristi. Sono l’incarnazione vivente della legge di Murphy: “Se qualcosa può andar male, lo farà”. Con loro è andato tutto, e dico tutto, male. Hanno una macabra fantasia nella scelta dei loro nomi, sempre lunghissimi ma che vengono abilmente mascherati con degli acronimi.

Il duo acustico. Vantano esperienze multiculturali: dalle feste parrocchiali alla sagre di paese. Amiconi inseparabili, sono pronti, insieme alle loro fedelissime chitarre, a farsi odiare dal pubblico per il loro buonumore da inguaribili ottimisti.

Il cantautore. È anche più triste dei gruppi indie. Se loro sono l’incarnazione vivente della legge di Murphy, lui è l’incarnazione del #mainagioia. Prima suonava in un duo ma poi l’amico lo ha abbandonato perché si è finalmente trovato la ragazza. #mainagioia.

Dj ambient. Non sa quello che fa. Credetemi, non ne ha la più pallida idea. Rispetto agli altri, ha molti soldi da spendere nelle sue tecnologiche apparecchiature per creare i suoi informi ammassi musicali. Cerca di muoversi a ritmo di musica per far vedere che è un dj navigato. In realtà schiaccia soltanto play.

Serata Jam Session. In questo caso non vi parlo di una categoria di artisti ma bensì di un tipo di serata che adottano molti locali dove diverse persone si riuniscono per suonare i loro brani preferiti o per improvvisare. Inizia tutto con giovani studenti di conservatorio che vogliono cimentarsi in nuove e ricercate improvvisazioni mettendo a dura prova le loro abilità. Ahimè per loro, vengono subito cacciati dalla compagine più “folkloristica” del locale che vuole sentire “una bella canzone”. Partono così il Lucio Battisti e il Pino Daniele nostalgico. Ricordatevi, per quanto possiate essere bravi, se non sapete suonare Pino Daniele, nell’opinione collettiva, non sarete mai nessuno.

Il gruppo metal. Sono forzuti, capelloni e con lo sguardo cattivo. Il Metal per loro non è musica, non è passione… È una fede. L’assolo di chitarra sparato a 600 bpm? Il loro credo. Cantano per lo più in inglese per rendere ancora più complicata la comprensione dei loro testi criptici e oscuri.

La Tribute Band. Sono riproduzioni più o meno fedeli di band famose. Se anche tu preferisci pagare 5 euro per vedere loro e non un gruppo indipendente che fa musica propria, complimenti, sei una cattiva persona!