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Eroica Fenice

Autostima: quanto serve per affrontare questa vita?

Con il termine autostima ci riferiamo al processo soggettivo che porta alla valutazione  e l’ apprezzamento di sé stessi. Il nostro senso di autostima deriva da vari elementi, quali: affettivi (influenzano la nostra sensibilità nel provare e ricevere sentimenti); sociali (delinea l’appartenenza al gruppo e l’influenza che esso ha sul soggetto); cognitivi (la conoscenza di sé). Secondo alcuni studiosi, è possibile distinguere due componenti essenziali dell’autostima: 1. la percezione della propria competenza; 2. la percezione del proprio valore. Al concetto di autostima globale è  stata accostata la concezione di un’autostima che può essere legata a contesti specifici. Altri autori invece, ci parlano di autostima collettiva, ossia il valore attribuito al proprio gruppo, intesa come componente dell’identità sociale. 

Molti studi di psicologia sociale hanno dimostrato che un’autostima positiva è strettamente legata al benessere psicologico delle persone. Inoltre la motivazione degli individui a sviluppare e perseverare una buona stima di sé viene spesso posta alla base di processi cognitivi e sociali rilevanti. Rilevante è la ricerca di William James, il quale definisce l’autostima come rapporto tra sé percepito (considerazione che un individuo ha di sé) e sé ideale (l’idea di come ognuno vorrebbe essere). Secondo lo studioso la persona percepisce bassa autostima nel momento in cui il suo sé percepito non riesce a raggiungere il livello del suo sé ideale, più è grande la discrepanza maggiore è l’insoddisfazione. Quanto detto da James trova senza dubbio riscontro nella maggior parte dei fattori che va a condizionare la creazione del personale livello di autostima e discende dai risultati delle prove che affrontiamo quotidianamente.

Nell’ambito dei processi intergruppi, l’autostima può essere un fattore rilevante: secondo Tajfel, il bisogno di tutelare un immagine positiva di se stessi è alla base della tendenza degli individui a favorire il proprio gruppo a discapito dell’outgroup. L’autostima individuale dipende fortemente dal confronto con gli altri; essa viene costruita a partire da una fitta rete di confronti tra sé e gli altri, effettuati sia con persone dello stesso gruppo, sia con persone esterne al gruppo.

Spesso una bassa autostima è un fattore di grande rilievo nel conseguimento dei nostri obbiettivi! Pensate un attimo ad un vostro “fallimento“: quando ad esempio al secondo liceo avete preso quel 3 in matematica, siete sicuri sia stato solo frutto della vostra preparazione? Se la prof vi avesse dato più fiducia, magari incoraggiandovi, magari dicendo che con un po’ d impegno avreste raggiunto la sufficienza, voi avreste cambiato la percezione di voi stessi? La vostra autostima avrebbe di sicuro ricevuto minori ferite.

Raggiungere una buona conoscenza di se stessi, quindi arrivare ad un buon grado di autostima permette:

– liberarsi dalle paure ed insicurezza che spesso bloccano;

– affrontare le critiche e i giudizi degli altri in modo costruttivo ( non sempre ci criticano per offenderci); 

– sentirsi all’ altezza di varie situazioni anche di quelle che sembrano estremamente complicate;

– esprimere al meglio le risorse possedute.

Alla luce di quanto detto mi preme menzionare un aforisma, il quale trovo “riassuntivo” di tutto ciò: “Amati… sei la persona con cui passerai tutta la vita”.

Autostima:quanto serve in questa vita?-Eroica Fenice-

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