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Eroica Fenice

distributori automatici

Dagli slip ai lumini: i distributori più pazzi del mondo

Si pensa che uno dei primi distributori automatici sia stato inventato da Erone di Alessandria, matematico greco del I secolo, il quale nel 219 d.C. mise a punto un macchinario in grado di distribuire acqua santa, o vino all’occorrenza, presso i templi egiziani. L’inserimento di una moneta in una fessura in alto, cadendo su una leva, apriva una valvola che causava la fornitura di una determinata quantità di liquido (vino o acqua).

Duemila anni dopo, precisamente nel 1884, William Henry Fruen, ex-macchinista inglese, brevetta il primo distributore automatico di bevande mentre cercava un metodo di conservazione a lungo termine per i pesci che pescava. Scavando una pozza dove far nuotare le prede, scoprì infatti una fonte d’acqua alla periferia di Minneapolis. Dopo aver proposto invano al comune di portare quell’acqua in città per poterla distribuire ai cittadini, Fruen decise di imbottigliarla e di rivenderla lui stesso. Realizzò quindi un distributore d’acqua e lo sistemò nella hall del lussuoso West Hotel di Minneapolis. Con il suo brevetto, l’inventore fondò la Glenwood-Inglewood Company
Durante gli stessi anni, si ha notizia di un macchinario simile a quello di Fruen, nato in Inghilterra per la vendita di cartoline e libri. Mentre per le sigarette bisognerà aspettare il 1920.

Nel 1953 Coca-Cola porta dall’America i primi distributori automatici di bevande e negli anni ’60 in Italia vengono introdotti i primi apparecchi automatici. Nel 1963 la Faema, importante azienda produttrice di macchine da caffè, mette in commercio il primo distributore di caffè espresso e lo chiama “E61“.  L’E61 era in grado di macinare il caffè e poteva erogare un caffè espresso tramite l’inserimento di una moneta da 50 lire.

C’era una volta il vecchio distributore di Erone

I distributori automatici, macchine inizialmente molto costose e destinate ad utenze di grandi dimensioni, con gli anni si sono evoluti, adattandosi ai tempi e ad un uomo moderno sempre più esigente. Dalle cravatte al caviale, dagli ombrelli alle pizze appena sfornate, passando per scarpe, granchi vivi, reggiseni o addirittura lingotti d’oro. Abituati fino a pochi anni fa a pensarle come piccoli punti vendita per bisogni d’emergenza, oggi le “vending machines” offrono di tutto. Ciò che rende possibile una sempre maggiore fruizione di questi macchinari, sono sicuramente i bassi costi di manutenzione, la facilità dell’installazione e il vantaggio di non dover pagare nessuno stipendio, senza orari né giorni di chiusura.

Ma non esiste solo il caffè, in giro per il mondo si possono trovare distributori automatici davvero bizzarri, ecco 4 dei più curiosi:

Lingotti e monete d’oro: negli Emirati Arabi distributori di lusso

Le Gold to go vending machines sono ormai presenti in diversi Paesi, tra cui Spagna, Florida e Italia (negli aeroporti di Milano e Bergamo). Ma il primo distributore automatico di lingotti d’oro è stato installato negli Emirati Arabi, in uno dei più prestigiosi Hotel al mondo, Emirates Palace ad Abu Dhabi. L’eccentrico macchinario, esternamente rivestito da un leggero strato d’oro, offre ai clienti la possibilità di scegliere tra 320 prodotti differenti. A seconda dell’importo che viene introdotto, il dispositivo eroga oro 24 carati di diverso peso e dimensioni: monete d’oro personalizzabili e lingotti da 1,5 fino a 10 grammi di peso o un’oncia da 31,1 gr.

Intimo e mutandine usate: perversioni del Sol Levante

Sigarette, acqua, snacks, roba da occidentali. In Giappone, patria non solo dei distributori automatici, ma anche dell’industria del “Burusera”, ovvero l’erotismo legato all’immaginario della studentessa, esistono tantissimi distributori di intimo usato. Le mutandine vengono distribuite alle ragazze nei porno-shop di quartiere, loro le indossano e dopo un giorno o più vengono restituite e sostituite con un nuovo paio: più le mutandine sono state indossate più si alzano le quotazioni. Ogni singolo pezzo costa tra i 1000 ed i 3000 yen. Sono già diversi anni che questa pratica, completamente illegale, ha preso piede anche in rete, dove molte ragazzine vendono il proprio intimo “usato garantito”.

L’Australia combatte l’HIV con i distributori automatici di siringhe

In risposta ad un aumento del consumo di eroina a Melbourne, in Australia, i ricercatori dell’Istituto Burnet stanno proponendo un approccio decisamente nuovo: distributori automatici di siringhe sterili. Già presenti in fase di sperimentazione a Sydney, funzionano come un qualsiasi erogatore di bevande: aperti 24/h, offrono libero accesso ad un sistema di iniezione sterile. Con i tossicodipendenti che affollano molte parti della città per comprare e vendere farmaci, ma soprattutto eroina, questi macchinari sembrano un utile tentativo per frenare la diffusione dell’HIV.

Chiese e cimiteri al passo con i tempi: in Europa distributori di lumini votivi e oggetti sacri

Se pensavate che mettere Gesù su una t-shirt fosse un modo un po’ troppo “volgare” per fare soldi, allora non avete mai visto un distributore automatico di lumini da chiesa: uno di essi si trova nella cappella della cittadina catalana di Pals. Ma la Spagna non è l’unica a lucrare con la religione. Ad Amburgo, in Germania, un assistente pastorale ha avuto l’idea di acquistare un vecchio distributore automatico su internet, ripararlo, verniciarlo e poi riempirlo con rosari di legno e bracciali con motivi religiosi.
Dal 2011 anche i cimiteri di Trento hanno subito una piccola rivoluzione tecnologica, infatti anche li sono cominciati a comparire i primi distributori automatici di lumini votivi.

Heather  Iermano

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