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Eroica Fenice

re magi

I re magi erano quattro?

i re magi erano quattro? Siamo molto dispiaciuti nel comunicarvi che tutto il vostro lavoro è stato inutile. Le ore passate ad osservare innumerevoli statuine di re magi, l’ansia di trovare quelle delle dimensioni giuste, la paura di non comprarle in tempo, le difficoltà nel trovare le coordinate corrette della loro posizione sul presepe. Tutto inutile.
Non fate quegli occhioni tristi.
Dipendesse da noi, lasceremo la vostra opera intatta, avremo pietà di tutto il vostro impegno.
Tuttavia, la Storia pretende di parlare e noi, da umili giornalisti quali siamo, non possiamo che dare a lei la parola.
Prima che sia quest’ultima a parlarvi, avvicinatevi al vostro incantevole presepe. Prendete tra le mani quei meravigliosi uomini in miniatura. Osservate i re magi che avete scelto con tanta cura. Accarezzateli un’ultima volta.
Ora sedete, ascoltate e soprattutto, siate coraggiosi e leggete fino in fondo per semplificarvi il tutto, ragioneremo in paragrafi

I re magi erano 4?

Paragrafo 1. I TRE re magi.
Rullo di tamburi…I tre re magi non erano tre.
Il vangelo di Matteo infatti, l’unico (ad eccezione di quelli apocrifi) a riportare l’episodio dei nostri affezionatissimi magi, li indica con l’espressione ‘alcuni magi’. Da nessuna parte si legge quanti in realtà fossero davvero. C’è chi sostiene che fossero stati due, chi quattro, chi dodici. La tradizione ha voluto che diventassero tre in riferimento ai doni portati: l’oro, l’incenso e la mirra.

Paragrafo 2. I re magi avevano con loro più di quanto noi pensiamo.
Secondo il Vangelo armeno (uno dei testi apocrifi di cui abbiamo parlato) i magi portavano con loro aloe, porpora, mussolina, nardo, cannella, cinnamomo, argento, zaffiri, perle, lino, libri esoterici ed infine oro, incenso e mirra. Potremmo pensare che abbiano donato le loro cose più preziose, o che forse erano un po’ parsimoniosi e con il braccino corto. La cosa sicura è che non sappiamo realmente cosa abbiano donato, nel caso in cui l’abbiano fatto.

Paragrafo 3. Piuttosto che fare doni, forse preferirono riceverli.
Nel Vangelo arabo (anch’esso apocrifo) si racconta che fu in realtà Maria a donare ai magi alcune fasce del bambin Gesù. Loro apprezzarono molto, anche se a noi può sembrare il contrario. Non appena infatti ebbero ricevuto quel dono, pensarono bene di gettare le fasce tra le fiamme, in uno strano rito di adorazione. Fortunatamente la stoffa non si incenerì ed i magi misero dunque le fasce di Gesù tra i loro tesori.

Paragrafo 4. Dire magi e non re magi, non è omissione, ma correttezza.
Il termine magi indicava i sacerdoti dei Medi, avi degli attuali curdi. Alcune fonti riportano una loro predilezione per l’astrologia e l’interpretazione dei sogni. Tuttavia nessuno di loro fu mai re, ad eccezione di uno. Si chiamava Gaumate e rubò il trono a re Cambise II. Molto probabilmente se ne pentì anche, dal momento che dopo soli sette mesi fu decapitato.

Paragrafo 5. Qualcuno ha parlato di stella cometa?
‘Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo’, così scrive Matteo nel suo Vangelo. Attenzione, una stella, non una cometa. La scienza afferma che intorno all’ Anno Uno nessuna cometa visibile si avvicinò alla Terra. Da dove è nata allora l’idea che ad accogliere Gesù Cristo e a guidare i magi fosse proprio una cometa? Da un’idea del caro Giotto. Suggestionato dalla visione della cometa di Halley passata nel 1301, quando pochi anni dopo si dedicò a ‘l’adorazione dei magi’ nella cappella degli Scrovegni a Padova, pensò bene di dipingere la nota stella con la coda.

Paragrafo 6. I nomi ed i colori della pelle sono pura invenzione.
Che si chiamassero Melchiorre, Baldassarre e Gaspare è soltanto una delle tante leggende e delle tante proposte identificative. Non è neppure la più credibile. I nomi infatti non risultano essere di origine persiana. Lo sono invece i nomi adottati dalla comunità cristiana in Siria, ossia Larvandad, Hormisdas e Gushnasaph, che tuttavia mancano poi di ulteriori riscontri. Per quanto riguarda la tradizione del magio di pelle nera, è fantasia.

Paragrafo 7. Problemi di outfit.
Vesti lunghe di stoffe pregiate, mantelli lucidi e sfarzosi, corone e pendenti vari.
Nulla di tutto questo, ad eccezione del mantello. Quello c’era.
I magi infatti portavano dei pantaloni ben stretti, potremo dire aderenti, delle tuniche corte, scarpe con la punta all’insù e dei ‘berretti frigi’, rossi e con la punta ripiegata in avanti.

Paragrafo 8. Non ho il tempo di trovare dodici magi, una stella senza coda, un berretto rosso e delle orribili scarpe a punta e che ne faccio del magio di pelle scura e se la pelle scura l’avessero avuta tutti?
Calma, calma. Di tempo ne avete in quantità e se farete tardi… beh, sarà soltanto più veritiero. Secondo una leggenda infatti la visita dei Magi sarebbe avvenuta a Nazaret, perché a Betlemme giunsero in ritardo e Gesù era già ripartito da un pezzo. Quindi tranquilli, non vi affaticate e non vi affrettate. Se non lo fecero loro, perché farlo voi?

 

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