Seguici e condividi:

Eroica Fenice

saponificatrice di Correggio

La saponificatrice di Correggio, 46 anni dopo

22 Ottobre 1970. All’interno del manicomio di Pozzuoli, muore Leonarda Cianciulli, nota anche come la saponificatrice di Correggio, dopo ventiquattro anni di reclusione.

14 Aprile 1894. In un paese dell’Irpinia, Montella, nasce Leonarda Cianciulli, dopo almeno tre omicidi.

«Non potevo sopportare la perdita di un altro figlio. Quasi ogni notte sognavo le piccole bare bianche, inghiottite una dopo l’altra dalla terra nera… per questo ho studiato magia, ho letto i libri che parlano di chiromanzia, astronomia, scongiuri, fatture, spiritismo: volevo apprendere tutto sui sortilegi per riuscire a neutralizzarli».
Questa la giustificazione che la saponificatrice di Correggio darà a coloro che si occuparono del suo processo, questa la versione che presenterà nelle sue Confessioni di un anima amareggiatamemoriale sulla cui autenticità ancora si dubita.
È la stessa Cianciulli a delineare infatti l’immagine di se stessa come una nuova Teti. Così come la dea aveva voluto rendere immortali i figli immergendoli nello Stige, lei aveva voluto salvare i figli dalla morte usando il sangue delle sue vittime. Gli omicidi nascono in lei come modo per tenere in vita la sua prole, lontana dalla terra nera e le piccole bare bianche.

Ma perché la saponificatrice di Correggio era ossessionata dalla morte dei suoi figli? Facciamo un passo indietro

Era l’anno 1917, quando Leonarda ventitreenne sposa Raffaele Pansardi, impiegato al catasto di Montella, nonostante i desideri dei familiari che desideravano congiungerla in matrimonio col cugino. Per questo motivo la madre, come racconta la Cianciulli nel suo memoriale, maledirà la figlia: «ti mariterai, avrai figliolanza, ma tutti moriranno i figli tuoi».
Profetiche saranno infatti le sue parole. Tra aborti spontanei e morti repentine, Leonarda perderà ben tredici figli.
A cambiare la situazione sarà l’incontro con una maga, che le allontanerà la maledizione permettendole di avere quattro figli, di cui il più grande sarà Giuseppe, suo figlio prediletto.

Dopo anni di tranquilla vita coniugale e familiare, un fatto farà sprofondare nuovamente Leonarda nella paura, attirando su di lei una ritrovata maledizione. Era il 1939, alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale. Giuseppe rischia di essere chiamato al fronte, gettando lei nel più acuto sconforto. 
Sarà il timore della guerra, l’immagine della madre che le torna minacciosa in sogno, la paura di perdere nuovamente i suoi bambini, ad accendere nella saponificatrice di Correggio il furore omicida.
Le vittime sacrificali scelte dalla Cianciulli per scongiurare ogni sciagura, saranno tre donne di Correggio: Ermelinda Faustina Setti, Francesca Clementina Soavi e Virginia Cacioppo. Ad uccidere tutte e tre le donne sarà lei sola, come dimostrerà anche ai giudici, che in un obitorio le permetteranno di mettere in pratica le proprie abilità facendo a pezzi dei cadaveri in pochi istanti. 
Il nome di saponificatrice di Correggio le deriva dai modi con cui si sbarazzava dei cadaveri, immergendoli in un pentolone contenente soda caustica e ricavandone profumate saponette. Mentre alcuni resti finivano poi gettati, il sangue veniva invece conservato a parte e utilizzato, insieme a uova, farina, cioccolato, per dare vita a prelibati cioccolatini, che offriva ai suoi familiari per proteggerli, e di tanto in tanto anche a coloro che venivano ospitati in casa sua.
Leonarda Cianciulli otterrà la seminfermità mentale, che tuttavia non le eviterà anni ed anni di reclusione.

« Non ho ucciso per odio o per avidità, ma solo per amore di madre». 

Print Friendly, PDF & Email